In piazza i “sentinelli” anti-omofobia
Manifestazione in risposta alla rete delle “Sentinelle in piedi” che vorrebbe bloccare la legge contro le discriminazioni
SASSARI. «Sei contro qualcosa? Vorresti che a qualche categoria venisse negato un diritto? Bene. Questo è l'evento che fa per te. Vieni a urlare tutto il tuo sdegno. Portati un libro, uno scritto o un testo di canzone che, in qualche modo, avvalori la tua posizione». È l’invito che è circolato nei social network lo scorso fine settimana. A inviarlo un gruppo sassarese dei “Sentinelli in Piedi” che lunedì sera si sono ritrovati in piazza Azuni, armati di cartelli e tanta ironia, a contromanifestare – fra i passanti incuriositi - verso «chi vuole fermare il disegno di legge che punirebbe omofobia e transfobia».
All’evento hanno aderito insegnanti, universitari, consiglieri comunali sassaresi, sindacalisti, artisti, attori e cittadini comuni. I “sentinelli” sassaresi sono rimasti indignati dalle argomentazioni dei (contro)cugini delle “Sentinelle in Piedi” - rete di cittadini creata online – poiché secondo quest’ultimi, nel disegno di legge del deputato Pd, Ivan Scalfarotto, deciso a contrastare (questo sì, seriamente) episodi di omofobia e transfobia nel paese, in pericolo ci sarebbe proprio la libertà di espressione. In sostanza, il movimento a favore della famiglia naturale si oppone al giro di vite punitivo per chi mostra insofferenza verso “differenti mondi”. In opposizione a queste teorie «strampalate», i cartelli di protesta levati in piazza Azuni si contavano a decine.
«Sono contro i trenini a Capodanno» o «Contro i gay macho (perché mi confondono le idee)»: sono solo alcuni degli slogan esposti. C’era anche chi manifestava sdegno verso «chi impedisce il matrimonio fra cattolici», «i cinquantenni con i capelli tinti» e, addirittura, si son visti bambini manifestare contro Peppa Pig: surreale. Nato da un (contro)produttivo chiacchiericcio consumato fra amici, il sit-in è stato concepito fondamentalmente con lo scopo di essere contro qualcosa a caso, senza un senso logico ma pur sempre contro. Una parodia strampalata delle più “serie” veglie silenziose.
Questo per «seppellire con una risata chi manifesta contro il rafforzamento delle tutele per le categorie più fragili», spiega Nadia Madeddu, una fra gli organizzatori del sit-in. Ma la (contro)protesta è solo all’inizio e nelle prossime settimane si spera possa assumere maggiore consistenza. «Confidiamo che la rappresaglia delle nostre brigate ironiche – concludono semiseri gli organizzatori - scoppierà anche nel resto del paese lasciando il nemico in mutande».
Nel frattempo, s’intensificano i contatti alla pagina Facebook dell’evento “I Sentinelli in Piedi”, che nelle ultime ore è stata presa d’assalto dai curiosi e dai tanti sostenitori della divertente quanto meritevole inziativa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
