«Satellite, il nome del quartiere di Porto Torres non si cambia»
L’idea dell’assessore Gaspa di rinominare il rione scatena polemiche e commenti sarcastici su Fb
PORTO TORRES. C'è chi ha proposto di rinominarlo “Andrea” come una persona e chi, non volendo discostarsi troppo dal nome attuale e giocando sulla natura spaziale, ha proposto “Saturno”. C'è chi ha suggerito di ribattezzare l’assessore Gavino Gaspa “Augusto” come l’imperatore romano, e chi si è sbizzarrito nel disegnare fotomontaggi di varia natura. C’è infine chi, non si sa se per reale convinzione o per continuare a giocare sul tema, ha proposto addirittura una raccolta-firme contro la proposta e chi, con ben più di un pizzico di malizia, ha auspicato: «invece di cambiare il nome al quartiere dove sono nato perché non iniziate a cambiare le facce in comune?».
Ha scatenato un putiferio l’idea – perché di idea personale e non di proposta si tratta – dell’assessore Gaspa di cambiare il nome del più densamente popolato rione turritano, il Villaggio Satellite e, per una volta, piazza virtuale e piazza reale, meglio se Piazzale Lazio, al centro dello storico quartiere, si sono trovate d’accordo: quel cambio di nome non s’ha da fare.
Il villaggio Satellite, insomma, vuole rimanere orgogliosamente “Satellite”. Con buona pace dell’assessore che, nel corso dell’ultimo consiglio comunale, ha spiegato meglio il suo pensiero. Un pensiero scaturito in un pourparler, al termine di una commissione comunale con tutt’altro argomento all’ordine del giorno, che l’assessore sardista aveva rivelato senza particolari pretese e, probabilmente, senza pensare di scatenare un putiferio. Gaspa, in sostanza, sostiene che la parola “Satellite” sia una brutta espressione che concettualizzi l’emarginazione del luogo, ma non voleva certo offenderne gli abitanti. C’è da dire, inoltre, che l’assessore non ha alcuna competenza specifica in tema di toponomastica e che, tra l’altro, la questione con la stessa toponomastica non ha particolare attinenza, visto che i nomi dei rioni non rientrano tra le attribuzioni di un’amministrazione, essendo collegati a particolari condizioni storiche o ambientali.
In ogni caso, la vicenda aveva suscitato clamore e la corsa al commento nella piazza reale e in quella virtuale di Facebook. Così, accanto a chi ha ricordato che non è cambiando il nome che si dà importanza ad una struttura e chi, i residenti, si è arrabbiato: «non è il nome che fa la differenza, ma topi e scarafaggi, o la mondezza». Alle decine di commenti sul social network si aggiungono quelli del capogruppo del Pd in consiglio Massimiliano Ledda, che nel quartiere è nato e vive da 40 anni. «È una proposta irricevibile, non è cambiando il nome che si da un colpo di spugna alle scarse attenzioni che riceve il villaggio Satellite, ma anche tutti gli altri – dice Ledda –. Dovrebbero impegnarsi di più per rendere decorosi tutti i rioni, organizzare iniziative. Noi siamo orgogliosi di essere del “Satellite”, nei palazzi siamo come grandi famiglie: quando si fa la favata, per dire, la dividiamo tra tutti. C’è grande solidarietà tra noi». Insomma, il Satellite deve rimanere Satellite.
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