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Sassari

LA STORIA DISPERATA dI Un DISOCCUPATO DA 3 ANNI

La provocazione: «Donerei anche un rene per lavorare»

SASSARI. Un rene in cambio di un lavoro. Una proposta-provocazione quella di Giovanni Battista Satta, un operaio carpentiere, disoccupato da tre anni. «Ho sempre lavorato in ogni tipo di cantiere...

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SASSARI. Un rene in cambio di un lavoro. Una proposta-provocazione quella di Giovanni Battista Satta, un operaio carpentiere, disoccupato da tre anni.

«Ho sempre lavorato in ogni tipo di cantiere – raccontaSatta – ma tre anni fa, dopo l’ultimo contratto a termine, non sono più stato richiamato. In questi tre anni ho finito quei pochi risparmi che avevo, ma adesso non so più come andare avanti».

Giovanni Battista Satta è infatti troppo giovane per andare in pensione («ho “solo” sessant’anni», spiega) ma è troppo vecchio per trovare un’occupazione. «Eppure mi presto a fare di tutto – aggiunge –. Ho chiesto un lavoro a tutti, ho chiesto un incontro con il sindaco (Nicola Sanna), ma per adesso non ho ricevuto alcuna risposta, nè dalle imprese nè dalle istituzioni».

E ora, per attirare l’attenzione sul suo caso, lancia la provocazione di donare un rene «a una persona che ne abbia bisogno chiedendo solo di poter avere un posto di lavoro che mi permetta di arrivare fino alla pensione».

Quello di Giovanni Battista Satta è il caso simbolo di una situazione che coinvolge migliaia di cinquantenni e sessantenni. Alle imprese conviene assumere (pochi) giovani per gli sgravi fiscali e contributivi, a discapito delle capacità professionali e delle esperienze maturate in trent’anni di lavoro. Spesso mestieri altamente qualificati, come tubisti o saldatori ad arco, ma anche per loro il mercato del lavoro sembra diventato un tabù. Una situazione di difficile soluzione sia per i giovani in cerca di una prima occupazione, ma soprattutto per quella generazione di tecnici e operai specializzati che di colpo sono stato sacrificati sull’altare della crisi economica.

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