Dentro l’aula a giocare il tutto per tutto
La temuta interrogazione con l’amica tesina a rompere il ghiaccio
SASSARI. Gli esami sono terminati con i “terribili” orali che, si sa, sono la parte della prova più temuta dagli studenti, soprattutto i più timidi. O i più impreparati. Ma quando ci si trova davanti alla commissione, va giocato il tutto per tutto. C’è chi ha studiato di più e chi meno, ma quel che è certo è che ogni energia vanno dedicate alla concentrazione. «Hanno fatto il mio nome e sono entrato» dice un ragazzo fresco d'interrogazione, «ma dopo qualche minuto di vero terrore per fortuna l'ansia è andata via».
C'è la ragazza ambiziosa che vuole eccellere, il ragazzo che vuole semplicemente chiudere definitivamente con quella scuola che è stata la sua seconda casa per tanto, forse troppo tempo. Tante aspettative che si concentrano in un unico attimo, poche decine di minuti che sembrano eterni per chi deve affrontare gli sguardi, amichevoli e non, degli esaminatori. Si può incontrare chiunque, dal professore più esigente a quello più simpatico e scherzoso che alleggerisce l'atmosfera con qualche battuta. Così come si trova lo studente più spavaldo o quello più timido, chi riesce a dominare l'ansia e chi trema come una foglia. Chi si avventa sulle proprie unghie o chi tortura i braccioli della sedia. E chi da “dietro le quinte”, amici e familiari del maturando, segue l’esame con spasmodico interesse. Molti sono un fascio di nervi, perfino peggio degli esaminati. Le tesine, più o meno originali sono il giusto “trampolino di lancio” per mettere i diplomandi a proprio agio. «Iniziare col proprio argomento preferito ti da la carica», spiega una studentessa. Ma, quando l'attenzione si sposta alle domande più generali, si vede davvero la preparazione. E dopo la “lunga chiacchierata” con la commissione, gli errori, le ansie, le paure, i maturandi possono finalmente godersi il meritato riposo.
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