«Il nome? Da cambiare è tutto il resto»
Viaggio fra i disincantati residenti che denunciano una serie di criticità: pochi servizi e decoro urbano quasi inesistente
PORTO TORRES. Superata la sbornia di battutacce sul cambiamento del nome al Quartiere Satellite restano i problemi di tutti i giorni. Un quartiere i cui abitanti, da sempre, si sentono abbandonati o quantomeno trascurati dall’amministrazione comunale (presente e passate) e dai padroni di casa dell’Area, l’ex Iacp. Sono circa quattromila i residenti del Satellite, quartiere nato negli anni 70, quando l’allora amministrazione comunale decise di smantellare il quartiere storico di San Gavino e di trasferire gli abitanti in un nuovo agglomerato residenziale formato principalmente da palazzine costruite dall’allora Iacp e confinante con una serie di cooperative edilizie.
A quarant’anni dalla sua realizzazione il quartiere mostra tutti i segni dell’età, ma soprattutto lamenta la poca attenzione da parte del palazzo municipale. E basta una passeggiata per scorgere incompiute, arredi urbani dimenticati, cura degli spazi verdi inesistente. I giardini di piazzale delle Regioni, ad esempio, sembrano una giungla incolta e quei pochi metri quadrati ripuliti dalle erbacce, sono dovuti al lavoro dei residenti. Erbacce dappertutto, strade che non vedono uno spazzamento da mesi, segnaletica stradale quasi inesistente. Il campetto di calcio è affidato al buon cuore di chi lo utilizza, cioè i ragazzini del quartiere, mentre le due fontane di piazzale Lazio e piazza delle Regioni sono diventati due monumenti arsi dal sole e trasformati in terrai. I servizi? Si contano sulle dita di una mano: c’è l’ufficio postale; c’è la farmacia ma è al confine con via Sassari, c’è un’edicola. Pochi anche i locali pubblici, mentre in alcune strade interne i lavori per la sistemazione della pavimentazione sono stati interrotti misteriosamente. Proprio in piazzale Lazio, una fascettina bianco-rossa segnala il tombino pericolante mentre in diverse zone del quartiere, la gente combatte una lotta impari contro l’invasione delle blatte. Criticità spesso segnalate da alcuni consiglieri comunali, ma finora rimaste senza risposta. Finora. «Il Quartiere Satellite, così come tutti gli altri quartieri della città è nelle priorità di questa amministrazione e da sempre attenzionato per la manutenzione e cura del verde – sostiene l’assessore Davide Tellini –. Da domani proseguirà il lavoro già avviato nel Quartiere Satellite. Risponderemo concretamente alle necessità manifestate dai residenti. Le squadre saranno dislocate in piazza delle Regioni e nell'impianto boschivo di via Liguria, dove una lapide ricorda il nostro concittadino Fabrizio Pittalis. Sicuramente sarà necessario registrare meglio gli ingranaggi delle attività ma sicuramente faremo il possibile per rendere il quartiere con il decoro che merita, dotato a breve della giusta ed evidente segnaletica stradale».
Scettici o forse disincantati i residenti del Satellite. «Per combattere le blatte io ho dovuto comprare e spargere l’insetticida – sbotta un uomo che abita in piazza Lazio –. Eppure sarebbe bastata una segnalazione alla Provincia, che possono fare solo le amministrazioni comunali. La verità è che i politici si ricordano del Satellite solo in periodo elettorale. Vedremo di ricordarcelo anche noi».
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