Sorres e Frades, un progetto per la vita
Iniziativa per combattere la violenza sulle donne e potenziare la rete che consente di sostenere e accogliere le vittime
SASSARI. I numeri parlano chiaro la violenza di genere rappresenta un dramma sociale di sconvolgente portata. Lo scorso anno in Italia sono state assassinate 128 donne, dal 2000 al 2012 (secondo quanto riportato nel Rapporto Eures) si contano 2.220 femminicidi, 171 all’anno, quasi uno ogni due giorni. Un bollettino di guerra. Nella penisola le donne tra i 16 e i 70 anni che hanno subito una qualche forma di violenza sono 6 milioni e 743mila. Trovare soluzioni- come è stato dimostrato finora - non è un'operazione semplice, servono infatti azioni concrete, attività collettive che diano supporto alle singole realtà creando al tempo stesso reti vaste e sinergiche in tutto il paese.
Esempio virtuoso di questo modus operandi è la rete delle donne di Sassari fautrice del progetto “Sorres: un'altra vita per le donne” che ha appena chiuso il suo primo step. L'iniziativa, inaugurata circa un anno fa, ha promosso la realizzazione di un calendario di immagini e parole realizzato dalla Rete di Sassari per sostenere la lotta contro il femminicidio e supportare le donne che lasciano la casa protetta Aurora. Venerdì scorso nell'auditoriun del Carmelo le rappresentanti della rete delle donne di Sassari: Luana Farina , Tiziana Marranci , Rita Nonnis e Sonia Pippia insieme a Giovanna Piana del progetto Aurora hanno voluto comunicare, nel corso di un evento seguito da un folto pubblico, i risultati della prima parte del progetto.
Con la diffusione di novecento calendari sono stati raccolti circa 9500 euro complessivi che (tolte le spese di stampa circa 5000 euro) andranno a sostegno delle donne che lasciano la casa Aurora per cercare una reinserimento con la serenità ritrovata grazie agli aiuti ricevuti. Servono gesti concreti - si diceva - per la lotta alla violenza di genere, come Sorres che attraverso decine di incontri disseminati in tutta la Sardegna ha incontrato le donne, attivato un dialogo, smosso le coscienze, raccolto fondi. Progetti concreti come il centro Aurora che quotidianamente aiuta le donne che denunciano la violenza subita e per fare questo spesso devono lasciare la loro casa, trovare un nuovo posto dove vivere, un lavoro.
Nel corso della serata sono state illustrate le numerose attività del centro, rese possibili anche grazie alla collaborazione di imprese locali che offrono occasioni di lavoro.
A questo riguardo è intervenuta l'assessore comunale Maria Grazia Manca: «Sorres rappresenta l'esempio sul quale proseguire creando sinergie di successo tra progetti pubblici e privati», ha detto.
La serata ha dato il via ad una nuova fase dell'iniziativa che questa volta lascia che a parlare siano gli uomini, "Frades" appunto, chiamati ad impegnarsi attraverso diverse forme d'arte per sostenere la battaglia contro la violenza di genere e il femminicidio.
I primi a raccogliere l'appello sono stati Genesio Pistidda, con la sua opera “senza parole” presentata al Carmelo e Pier Bruno Cosso autore del racconto "Era solo uno schiaffo!" scritto appositamente per il progetto e recitato per l’occasione da Antonello Unida.
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