La Nuova Sardegna

Sassari

SINDACATI contro eni

Oggi lo sciopero nazionale «Difendiamo gli investimenti»

SASSARI. I sindacati non ne sapevano niente. Hanno appreso della visita del ministro del Lavoro solo dopo la sua partenza, anche le istituzioni sono state informate successivamente. Una scelta, pare,...

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. I sindacati non ne sapevano niente. Hanno appreso della visita del ministro del Lavoro solo dopo la sua partenza, anche le istituzioni sono state informate successivamente. Una scelta, pare, dettata dal ministro che non voleva passerelle e cerimonie ufficiali.

Tra l’altro, il momento è piuttosto delicato nel settore chimico. Oggi anche i lavoratori del Sassarese, in rappresentanza di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil, saranno a Roma per partecipare allo sciopero nazionale che prevede un presidio davanti a Montecitorio. Nell’ultimo mese, con la nomina del nuovo amministratore delegato Claudio De Scalzi, il gruppo Eni ha avviato cambiamenti radicali alla propria struttura, con un nuovo modello organizzativo e la creazione di un “contenitore” per le attività industriali del gruppo considerate poco redditizie.

«Nel giro di poco tempo – sostengono Massimiliano Muretti, Luca Velluto e Giovanni Tavera – Eni ha comunicato alle segreterie nazionali la volontà di chiudere ben quattro raffinerie: Gela, Taranto, Livorno e Porto Marghera, insieme allo stabilimento chimico di Priolo, realizzando di fatto i presupposti per la definitiva scomparsa della chimica italiana». L’adesione allo sciopero nazionale, per i sindacati della provincia di Sassari è l’occasione per rivendicare «la conferma di tutti gli impegni assunti con i progetti della chimica verde». La preoccupazione evidente è che - di fronte a e continue chiusure di altri siti - l’Eni venga sollecitata a pianificare attività nel filone della “innovazione”, con il rischio di togliere anche da aree (come Porto Torres) dove sono state già programmate le produzioni bio. I sindacati hanno puntato ancora sulla centrale biomasse, autorizzata dalla Regione a maggio, e che prevede un investimento di 250milioni di euro. Chiesta anche la realizzazione «dell’impianto di crascing (investimento circa 50milioni di euro) in sostituzione del biofillers - previsto nella terza fase - , un investimento che l’Eni ha proposto al ministero dello Sviluppo economico due anni fa». Tra le rivendicazioni dei sindacati, l’avvio con urgenza della terza fase del progetto (prevista dal protocollo del 26 maggio 2011) con l’impiego di 300 milioni di euro per finalizzare l’intero progetto. Cgil, Cisl e Uil - nel dare un senso alla giornata di sciopero di oggi - hanno rivolto un invito alla Regione e alle istituzioni locali «affinchè esercitono un pressing sull’Eni e sul Governo per garantire a Porto Torres il futuro industriale condiviso con il piano della chimica verde ed evitare che gli investimenti possano diventare merce di scambio». A cominciare dalla partita per le bonifiche diventate sempre più urgenti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative