La Nuova Sardegna

Sassari

la protesta della CSS

«Multiss, accordi disattesi il 7 via ai licenziamenti»

«Multiss, accordi disattesi il 7 via ai licenziamenti»

SASSARI. Una proroga a 20 giorni del termine entro il quale i dirigenti dovranno procedere alle relative riduzioni contrattuali in mancanza della acquisizione dei nuovi finanziamenti regionale....

31 luglio 2014
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SASSARI. Una proroga a 20 giorni del termine entro il quale i dirigenti dovranno procedere alle relative riduzioni contrattuali in mancanza della acquisizione dei nuovi finanziamenti regionale. Contenuta in una delbera approvata all’unanimità, sia pur in assenza del Presidente Alessandra Giudici, «che dimostra palesemente la sfiducia negli impegni assunti congiuntamente tra la stessa Giudici e l'assessore Erriu nei giorni scorsi». Parole della Confederazione sindacale sarda che esprime la massima preoccupazione per la situazione della Multiss, che di quei tagli lineari sarebbe inevitabile vittima e in tempi assai brevi. «E' stato disatteso – attaccano Il responsabile sindacale aziendale Css Vincenzo Carlo Monaco e il suo segretario generale Giacomo Meloni – l'impegno di ritirare la deliberazione precedente del 18 luglio scorso fatto ai lavoratori riuniti in assemblea permanente in piazza ed a coloro che hanno vissuto quasi una intera settimana sul tetto della Provincia. Ne consegue che il 7 agosto si attuano le conseguenze che le manifestazionicercavano di evitare con l'avvio delle procedure di licenziamento collettivo preavvisate dalla azienda».

«La Css – continua la nota – presente nell'incontro di lunedì convocato dal Presidente della Spo, società in house della Provincia di Oristano, verificata la stessa gravità finanziaria nei rapporti tra Provincia e società dei servizi, considerata la coincidenza dei tempi di risoluzione dei problemi nella data del 7 agosto prossimo, suggerisce ai lavoratori ed alle rappresentanze sindacali l'adozione di azioni concordate e la apertura di una vertenza unica verso le province e la regione, auspica inoltre che i lavoratori delle altre società in house delle province e dei comuni in cui operano le società in house, istituiscano un comitato congiunto di azione sindacale per sollecitare con fermezza il rifinanziamento originario e strutturale del fondo unico regionale»

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