La forza di una squadra che non molla mai
Giulia Brianda: «Grandi emozioni per noi e per i ragazzi che si sono sentiti protagonisti della festa»
PORTO TORRES. «Grandi emozioni ai nostri atleti, a noi operatori e, speriamo, a tutte le persone che hanno corso e partecipato alla festa». Gli effetti di quella staffetta così particolare sono racchiusi in questa frase di Giulia Brianda, una delle operatrici del Progetto Filippide.
«Durante tutto l'anno la nostra squadra si è allenata tre volte la settimana e ogni mese abbiamo partecipato a gare su strada dai 3 ai 42 km. Abbiamo svolto competizioni ad Alghero, Sassari, Orosei, Pula, ad Olbia, Ploaghe, Oschiri e in tanti altri paesi. Oramai non vi è nessuna società sarda di atletica leggera che non conosca gli atleti del Progetto Filippide perché noi, tra magliette arancio e scarpette da corsa, non passiamo mai inosservati».
Giulia Brianda parla a nome di tutti gli operatori: «Martedi tutti gli atleti filippidi si sono sentiti protagonisti assoluti della maratona, si sono emozionati perché tutti facevano il tifo per loro. Tutti erano venuti per incitarli e supportarli. La serata è stata un successo proprio perché lo sguardo dei nostri ragazzi esprimeva eccitazione, orgoglio e gioia. La nostra festa è stata così speciale anche grazie alla partecipazione dei nostri amici. Data le nostre costanti presenze a competizioni sportive abbiamo avuto modo di conoscere e interagire con tantissimi atleti. Vista la numerosa partecipazione, ci sembra che molti di loro si siano affezionati a noi e ci abbiano omaggiato con la loro presenza negli spalti ma soprattutto in pista, fianco a fianco. Questo affetto ci ha aiutato a non perdere le speranze quando il traguardo sembrava lontano». Una volta conclusa la festa e scemata l'emozione, gli operatori hanno concluso la giornata con le valutazioni che aiutano a capire l’importanza di un grande lavoro: «Abbiamo constatato che i ragazzi, di solito cosi diversi tra di loro, hanno mostrato una costante comune – ha concluso Giulia Brianda – : tutti gli atleti del Progetto Filippide che hanno partecipato alla maratona hanno dato il massimo nel corso della gara. Durante tutto l'anno l'equipe che segue la squadra valuta anche da un punto di vista sportivo gli sviluppi di ogni atleta. Nei giorni successivi, abbiamo osservato che, durante la maratona, ognuno di loro ha posto il massimo impegno. Il messaggio è stato chiarissimo: noi siamo una squadra». (g.b.)
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