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Sassari

Gli alunni agricoltori a Sennori

Gli alunni agricoltori a Sennori

Un successo anche la seconda edizione dell’orto sinergico ideata dal Comune

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SENNORI. Piccoli agricoltori crescono. L’amministrazione comunale tira le somme del progetto dell’orto sinergico, portato avanti dai bambini della scuola elementare di Montigeddu, giunto al secondo raccolto. Gli alunni della seconda e terza classe hanno festeggiato la conclusione preparando gustosi piatti con le verdure autoprodotte. L’assessorato comunale all’Agricoltura sta valutando di allargare il progetto ad altri terreni pubblici ora incolti. Quando in paese si è abbattuto l’ormai tristemente noto nubifragio del 18 giugno, ha colpito anche il loro lavoro ma senza comprometterlo in modo irreparabile, «dimostrando che la tecnica adottata per la coltivazione degli ortaggi, e cioè l’agricoltura sinergica, possiede notevoli doti sia di resistenza sia di resilienza, proprietà fondamentali in un sistema climatico mutevole come quello attuale», spiega l’assessore Vincenzo Leoni, che il progetto lo ha sostenuto fin dal principio.

Durante le attività, i bambini - grazie anche al gioco e ad un piccolo erbario fatto di foglie e note di profumo annotate sul quaderno - hanno appreso che la diversità è non solo utile, ma soprattutto piacevole per tutti i sensi. «All’orto è stato inoltre annesso un sistema di siepi, costituito principalmente da piante aromatiche ed officinali, con la funzione di aumentare la complessità del sistema rendendolo conseguentemente più stabile», aggiunge Leoni.

L’orto sinergico è stato avviato per la prima volta a Sennori due anni fa, grazie ai circa 2500 euro messi a disposizione dal comune. L’assessore Leoni sta valutando l’ipotesi di avviare iniziative simili nei terreni siti all’interno del paese che attualmente sono inutilizzati - e quindi improduttivi – per riportarli in qualche modo al servizio della collettività. La formula al vaglio degli uffici segue la scia degli orti sociali, da attuare grazie anche all’impiego delle cosiddette estreme povertà, così da mettere a reddito porzioni di territorio che oggi sono abbandonate.

Salvatore Santoni

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