La Nuova Sardegna

Sassari

I dissidenti: «Sanna ci porti una proposta»

di Luigi Soriga
I dissidenti: «Sanna ci porti una proposta»

Lunedì è fissato l’ennesimo chiarimento tra il sindaco e gli undici consiglieri di maggioranza

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SASSARI. Di faccia a faccia il Pd, negli ultimi mesi, ne ha collezionato a decine, e difficilmente quello di lunedì prossimo sancirà una svolta. A meno che il sindaco Nicola Sanna non apparecchi sul tavolo una proposta di governo, quella cioè promessa quindici giorni durante l’ultima riunione nella sede provinciale del partito. «Noi stiamo ancora aspettando – dice il consigliere regionale Salvatore Demontis – perché da questo impasse si esce solo se il sindaco rispetta gli impegni, mette in campo un’idea di amministrazione condivisa e ridiscute tutti gli assetti finora decisi unilateralmente». In aula ci sono undici consiglieri del Pd pronti a puntare e a sottolineare in ogni seduta lo scollamento esistente tra la giunta e il Consiglio. Il messaggio è arrivato forte e chiaro due giorni fa, quando c’era da votare le linee programmatiche dell’amministrazione, cioè il menù dell’amministrazione per i prossimi cinquant’anni. I dissidenti del Pd hanno fatto capire a chiare lettere di aver tutta l’intenzione di astenersi dalla votazione, sottolineando così la frattura con l’esecutivo. Ecco perché il prossimo Consiglio è slittato a giovedì prossimo ed ecco il motivo del prossimo chiarimento fissato per lunedì. Trovare una sintesi non sarà semplice. E lo si intuisce già dai punti di partenza. Dice Nicola Sanna: «Se la giunta non va bene, mi facciano delle proposte alternative». Risposta: «Spetta al sindaco fare le proposte e discuterle con il partito, non il contrario». Sostiene ancora il sindaco: «Io sono aperto a rivedere gli assetti, ma non mi chiedano di azzerare tutto e non pretendano di decidere. E non mi sembra corretta questa distinzione tra assessorati di serie A e assessorati minori. Il sindaco ha il diritto di scegliere la squadra che ritiene più idonea, non devono sempre prevalere le logiche di corrente ». Naturalmente il dito è puntato sulle tre deleghe di peso, cioè Urbanistica, Ambiente e Cultura, toccate agli alleati di Sanna nella fase delle primarie, cioè Alessio Marras, Gianni Carbini e Monica Spanedda. Ma i mal di pancia riguardano anche altri incarichi, assegnati a una serie di candidati trombati. «Le primarie non devono decidere la fisionomia della giunta – dice ancora Salvatore Demontis – perché poi il sindaco ha avuto il sostegno di tutto il partito, che si è compattato per ottenere la vittoria. Perciò non ci può essere un Pd amico e uno nemico, e le deleghe devono essere discusse tutte sulla base delle competenze di chi potrebbe ricoprirle».

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