La Nuova Sardegna

Sassari

Mancano i presìdi: «L’Asl boicotta l’ospedale Segni»

di Barbara Mastino

Dura denuncia dell’assessore alla Sanità Gigi Sarobba «Ci privano dei servizi, ma non ci faranno chiudere»

3 MINUTI DI LETTURA





OZIERI. Da mesi l’ospedale Segni non garantisce ai pazienti dimessi la fornitura di presìdi sanitari indispensabili: la denuncia viene dall’assessore comunale alla Sanità Gigi Sarobba, che punta il dito contro la dirigenza dell’Asl.

È dalla fine dello scorso anno che i pazienti dimessi dal Segni ma affetti comunque da gravi patologie non ricevono la fornitura dei presìdi che abitualmente venivano prestati alle loro famiglie per l’assistenza in casa. Si va dalle calze elastiche ai deambulatori, dai cuscini alle stampelle, dai sollevatori ai materassi antidecubito sino ai letti articolati elettrici. Nel magazzino quasi vuoto del servizio forniture sono rimaste solo alcune carrozzine, e nemmeno di ultima generazione, poiché, come rivela Sarobba, è da dicembre che non viene espletato alcun appalto da parte del servizio acquisti. Attualmente, come si può leggere anche nell’albo pretorio dell’Asl di Sassari, è in corso un unico bando per Ozieri, quello per l’acquisto di otto aspiratori portatili e tredici aspiratori carrellati, ma null’altro. E nel frattempo i malati, anche terminali, devono arrangiarsi o spendere (chi può) tanto denaro per procurarsi attrezzature che dovrebbero essere normalmente fornite in prestito dall’assistenza sanitaria. «Un enorme danno per i pazienti ma anche un lesione grave dell’immagine, già sbiadita, dell’ospedale di Ozieri» dice Sarobba. «Non si può continuare ad assistere a queste situazioni - lamenta l’assessore comunale alla Sanità - e vedere come l’azienda sanitaria lasci decadere l’ospedale di Ozieri privandolo giorno dopo giorno di servizi, da quelli elementari a quelli essenziali. Sembra quasi che la dirigenza dell’Asl “boicotti” il Segni - accusa senza mezzi termini l’esponente del Partito dei Sardi - dandolo ormai per spacciato. Forse gli alti vertici dell’Asl di Sassari non si sono accorti di quanto è avvenuto a livello nazionale e del Patto per la Salute siglato di recente, che prevede che gli ospedali con almeno sessanta posti letto non debbano essere chiusi. Una notizia passata, forse volutamente, sotto silenzio e non commentata da nessuno, ma che per l’ospedale di Ozieri significa tanto. L’ospedale Segni non chiuderà - rincara Sarobba - ed è ora che l’Asl di Sassari se ne renda conto e che si metta al passo con i tempi e con le normative per garantire l’assistenza: non solo nei grandi centri ma anche nelle zone interne, popolate da cittadini che pagano le tasse e hanno diritto ai servizi come tutti gli altri». La mancata fornitura dei presidi sanitari essenziali - che in queste ultime settimane, con il progressivo diminuire delle scorte, sta diventando un problema gravissimo nel territorio del distretto sanitario di Ozieri - secondo Sarobba è comunque solo uno degli indici di questo lamentato disinteresse. Parlando di tutte le altre carenze l’assessore è come un fiume in piena: il centro trasfusionale senza personale, il punto nascite chiuso, Chirurgia e Ortopedia ancora accorpate, nuova Neurologia “scomparsa” e tanto altro.

Tutte questioni che dovranno essere prese in mano al più presto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative