La Nuova Sardegna

Sassari

Precariato all’80 per cento nei reparti chiave dell’Aou

di Gabriella Grimaldi
Precariato all’80 per cento nei reparti chiave dell’Aou

La denuncia arriva dalle organizzazioni sindacali dei medici ospedalieri «Colleghi superspecializzati costretti a rinnovi contrattuali ogni tre mesi»

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SASSARI. Difficile immaginare che dietro prestazioni sanitarie di altissima qualità, con l’utilizzo di macchinari sofisticati e la competenza di medici superspecializzati, si annidi il precariato più spinto, il rinnovo contrattuale di tre mesi in tre mesi, l’incertezza totale sul proprio futuro e su quello della propria famiglia. Questo succede in reparti delicatissimi delle cliniche di San Pietro dove il precariato raggiunge punte dell’80 per cento.

La denuncia arriva dai sindacati che rappresentano i medici ospedalieri nell’Aou e che esprimono preoccupazione per la situazione dei loro colleghi. «Nell’Azienda ospedaliero universitaria - affermano - su circa 270 dirigenti medici ospedalieri ben un quinto sono attualmente precari. Tale percentuale risulta molto più elevata in alcuni settori strategici ed unici per il territorio del Nord e Centro Sardegna come ad esempio la Chirurgia Vascolare, la Chirurgia Maxillo-Facciale, la Chirurgia Pediatrica, l’Andrologia, la Chirurgia Plastica e la Neuropsichiatria Infantile che garantiscono prestazioni specialistiche di terzo livello e, in taluni casi, servizi di pronto soccorso (Pediatria, Otorinolaringoiatria, Urologia,Chirurgia Vascolare, Endocrinologia, Chirurgia Maxillo-Facciale etc.) la cui mancanza comporterebbe per i cittadini gravi carenze nell’erogazione delle attività essenziali di sanità pubblica».

Risulta incomprensibile dunque come sia possibile che settori così importanti si basino sul precariato e, in fondo, sul grande senso di responsabilità di chi lavora in condizioni di continua preoccupazione. Recentemente infatti la stragrande maggioranza dei medici precari si è ritrovata con un rinnovo contrattuale di soli 3 mesi, con scadenza il 30 settembre 2014 con l’ipotesi di revoca dell’incarico in caso di mancato finanziamento regionale. «L’amministrazione dell’Aou - si legge nella nota sindacale - ha provveduto alla, doverosa s’intende, stabilizzazione della maggior parte del personale tecnico-amministrativo ma non di quello sanitario, che rappresenta una componente essenziale e insostituibile di un’azienda che deve erogare servizi per la salute dei cittadini». Le organizzazioni sindacali quindi chiedono, al fine di scongiurare possibili gravi disguidi, «che le istituzioni di concerto con i governi aziendali utilizzino tutti gli strumenti giuridico-amministrativi necessari per la stabilizzazione dei medici ospedalieri precari che negli anni hanno raggiunto elevati gradi di professionalità». Non bisogna dimenticare che alcuni di loro lavorano all’interno dei reparti da oltre dieci anni sempre in attesa di essere stabilizzati «e senza mai far mancare il loro apporto alla qualità delle prestazioni sanitarie».

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