Parada, lo spettacolo di piazza per combattere l’indifferenza
Oggi di fronte al mare ragazzi di Bucarest e volontari delle associazioni aprono i laboratori per minori A GiocArena clown e giocolieri ricordano il dramma dei ragazzi che vivono nelle fogne in Romania
PORTO TORRES. Una piazza aperta, di fronte al mare, dove costruire speranze per i più giovani. È questo il senso della manifestazione «Un naso rosso contro l’indifferenza» in programma oggi - dalle ore 18 - nell’area intitolata agli “Eroi dell’Onda” - che apre ufficialmente la rassegna GiocArena voluta dall’assessorato comunale alle Politiche sociali e da quello alla Pubblica istruzione e dedicata alle famiglie, ai ragazzi e ai bambini.
È il terzo anno consecutivo che i volontari di Parada di Porto Torres e quelli di corsia V.i.p. (Viviamo in positivo) propongono laboratori di giocoleria acrobatica clownesca, equilibrismo e creazioni artistiche. E poi numeri circensi. L’idea del gioco è quella che avvicina maggiormente alla riflessione sul tema dei minori.
Proprio grazie a Parada e al suo gruppo di volontari, Porto Torres entra in una dimensione internazionale, getta un ponte con una realtà poco conosciuta: quella dei ragazzi di strada, dei boskettari di Bucarest, gli invisibili che vivono e crescono nelle fogne, che ogni tanto sbucano dai tombini come quelli che si vedono per le strade turritane e che - qualche volta - saltano, come davanti allo Scoglio Lungo quando piove. Le cose buone, quelle poco spettacolari sfuggono all’attenzione, ma i ragazzi di Bucarest che per il terzo anno tornano in città e vengono ospitati nelle famiglie dimostrano che c’è una sfida che si può giocare e che - con un movimento sempre più grande - si può anche vincere.
Sono passati più di vent’anni da quando il clown franco-algerino Miloud Oukili ha trascorso la sua esperienza di obiettore di coscienza in Romania, a Bucarest, tra ospedali, carceri e campi rom. E lì ha conosciuto una comunità di ragazzi che vive nei canali sotterranei della città, sniffando colla per attenuare fame e freddo, praticando l’elemosina e l’accattonaggio. Quella comunità oggi si è allargata per l’arrivo dei nuovi poveri e si trova a fronteggiare anche un altro dramma, quello dell’eroina. Per un anno Miloud ha vissuto nella comunità sotterranea e con la nascita di Parada, parte dei boskettari sono gradualmente tornati in superficie. Oggi sono i testimoni che girano i palcoscenici d’Europa, anche le piazze come quella di Porto Torres. Luca Maricca, uno dei volontari turritani di Parada, è stato da poco a Bucarest per una nuova esperienza. Nel suo diario racconta dell’incontro con George, ragazzo di 26 anni che ne dimostra 70, duramente segnato dalle malattie e dalla vita di strada.
«È un eroinomane cronico, era a terra, non si alzava da giorni – ha scritto Luca – in passato era un bravo giocoliere di Parada, faceva le tourné in Europa, sembrava salvo. Poi la ricaduta, ancora la strada e la droga, senza freni. All’ospedale gli hanno dato sei mesi, se non cambierà stile di vita e non assumerà i farmaci. Glielo abbiamo spiegato: senza denti e capelli, malfermo sulle gambe, chissà se ha capito».
Dall’altra parte della strada Luca ha conosciuto Julian. È un ragazzo senza un piede, Parada lo sta aiutando a preparare i documenti per l’invalidità. Anche lui si buca, sniffa la colla: «Quando George e Julian si vedono – racconta ancora Luca Maricca – si stringono la mano. Il primo non sostiene lo sguardo e quando lo riaccompagniamo al centro di accoglienza, Julian dice che non si farà più di eroina, la colla un po’. E fa il gesto con il pollice e l’indice». Scene di vita quotidiana a Bucarest, dove la bella città, quella dei curatissimi giardini, dei grandi parchi e dei palazzi sontuosi contrasta con quello che succede sotto terra. Ma quello non si vede, o almeno si fa finta che si così.
Oggi, di fronte al mare della Renaredda, tre ragazzi di Bucarest, insieme ai volontari e a tutti coloro che ci saranno, daranno un contributo per combattere l’indifferenza.
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