Gli auguri della città all’artista Elio Pulli: «Buon compleanno»
Gli 80 anni del Maestro festeggiati a Palazzo Ducale Presenti sindaco e giunta. Il discorso del rettore Mastino
SASSARI. Ma chi ha detto che i sassaresi sono impiccababbi? Nessuno sosterrebbe questo antico luogo comune turritano dopo aver partecipato, ieri mattina, alla festa che Sassari ha voluto dedicare agli 80 anni dell’artista Elio Pulli. Una festa a suo modo semplice ma solenne, nella sala del consiglio comunale, a significare che era tutta la città che voleva celebrare questo figlio geniale e ingiustamente trascurato nei decenni passati. Un figlio non delle accademie e dei salotti buoni ma dei quartieri più popolari e sanguigni, quelli di Sant’Apollinare e di San Donato.
E’ in quelle vie che Elio è cresciuto e ha frequentato quella straordinaria fucina che è stata la bottega di suo padre («Ma anche mia madre, mio fratello erano artisti e anche mia sorella che è cantante e anche mio cognato, Nando Pintus», ha precisato Pulli )e come come ha ricordato Attilio Mastino, magnifico rettore dell’università di Sassari, nel suo discorso che ha ricordato le tappe di una crescita culturale e artistica che ha visto l’artista protagonista di quell’universo effervescente e creativo animato dai Costantino Spada e dai Libero Meledina. E ieri mattina, accanto al sindaco Nicola Sanna, a due splendide “pretoriane”, modelle dell’atelier di Lucia Deligios e a tutta la giunta schierata, con Pulli erano presenti idealmente anche Spada, Meledina e tutti, proprio tutti quei pittori figli del mondo dei Gremi e del popolo più umile che forse non passeranno alla storia..
Che bella soddisfazione per Elio e per chi in tutti questi decenni ha creduto nella sua arte e che lo ha seguito, tappa dopo tappa, da Sassari fino alla grandiosa mostra al Vittoriano, nel 2013 a Roma celebrata con un catalogo presentato da Claudio Strinati.
A Elio il sindaco ha voluto donare una targa col simbolo della città. Pulli, commosso, ha ringraziato e ha perfino parlato in italiano. Poi è prevalso il vecchio spirito di “pizzinnu pizzoni” e tornato al dialetto sassarese e ha detto agli amministratori presenti. «E mi raccomando, no v’affarreddi».I presenti in sala (ieri mattina strapiena) hanno riso di cuore. Poi si sono avvicinati al Maestro per augurargli «A zent’anni». Ma «da abà, precisava lui con quella risata sulfurea che riconoscono gli amici più cari.
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