Bustoni di spazzatura abbandonati davanti alla sede della Caritas
La beffa: al posto di cibo e vestiti per i poveri soltanto rifiuti Appello dell’istituzione diocesana: non siamo una discarica
OZIERI. «Non scambiate la Caritas per una discarica». Questo l’appello dei responsabili della Caritas Diocesana di Ozieri in seguito ad alcuni casi di rinvenimento di sacchi contenenti indumenti in pessime condizioni e vera e propria spazzatura all’ingresso del Centro di Ascolto che si trova nei pressi della Cattedrale. L’ultimo caso si è verificato giovedì mattina: all’apertura del Centro, intorno alle 9, l’addetta ha trovato ammassati davanti alla porta cinque sacchi neri stracolmi di ogni genere di quelle che senza timore si possono definire “cianfrusaglie”. Stipati nelle buste c’erano infatti un gran numero di indumenti, lisi e addirittura sporchi, pacchi di pannolini aperti ma anche rifiuti come bicchieri di plastica rotti, pacchetti di sigarette a così via. Il tutto nel più assoluto anonimato, senza segnalare la “donazione” nemmeno con una telefonata ma solo tramite un foglio scritto a penna. E’ la seconda volta in poco tempo che si verifica un caso simile, in precedenza, circa due settimane fa, i sacchi ritrovati nello stesso posto erano tre e contenevano a loro volta indumenti da buttare, accompagnati da scatole di scarpe (anch’esse da buttare). In quel caso la consegna era stata fatta nel mezzo della mattinata, mentre gli addetti erano dentro gli uffici, ma nessuno ha avvisato né suonato il campanello. Sviste o scherzi di cattivo gusto? Questo è il dubbio che sorge davanti a episodi del genere. La Caritas è sempre aperta alla raccolta delle donazioni in favore dei bisognosi delle parrocchie, e in questo periodo anche per i profughi che sono ospitati nel convento delle Grazie, ma è chiaro che, come tutte le associazioni benefiche, non accetta indumenti rotti, sporchi e comunque inutilizzabili. Purtroppo a volte le persone scambiano le raccolte benefiche per occasioni per svuotare gli armadi, e ammassano le cose vecchie nelle buste senza pensarci su. In questi ultimi due casi però, visto l’anonimato, forse chi ha consegnato le buste deve aver saputo che gli indumenti erano irricevibili e ne ha provato vergogna. Ma la Caritas non è un magazzino né una discarica, e i volontari non sono operatori ecologici.
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