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Sassari

E a Ferragosto in tanti riscoprono il mercato

di Andrea Massidda
E a Ferragosto in tanti riscoprono il mercato

Banconi del pesce presi d’assalto sin dall’apertura e alle 11 parcheggi pieni Per il loro menù i sassaresi puntano su orate di mare e su cozze e arselle

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SASSARI. Tutti in fila appassionatamente davanti ai banconi del pesce fresco, con orate gigantesche, triglie e gamberoni che vanno letteralmente a ruba, mentre l’aragosta - che comunque non manca - è riservata a una ristretta élite di buongustai che ancora può permettersela. Ma menu a parte, la notizia più sorprendente è che in questo Ferragosto di crisi che non accenna a concludersi i sassaresi sembrano aver riscoperto il fascino e la qualità del mercato civico.

Boom di clienti. Sono i numeri a dirlo. tra le 8 e le 11 in punto l’operatore che sta alla cassa dei parcheggi sotterranei aveva già vidimato la bellezza di quasi mille ticket. Un boom che ha dell’incredibile, ma che trova conferma ai piani di sopra, dove si vende la merce. Tanto per fare un esempio, nel box di Tonino Simula, uno dei più affollati, intorno alle nove i clienti avevano già fatto fuori tutto il pescato più grande, lasciando ai “ritardatari” soltanto le orate di allevamento provenienti dalla Grecia (prezzo medio: 10 euro al chilo), le immancabili cozze di Olbia (3,50 al chilo) e un tipo di vongole «garantite senza sabbia» (10 euro al chilo). «Sono rimasto sorpreso anch’io - racconta lo stesso titolare -, poco dopo l’apertura il mercato era già pieno di gente e in men che non si dica ho venduto sei orate enormi, effettivamente molto allettanti».

Il pranzo dei sassaresi. Girando qua e là per il mercato, tuttavia, le possibilità di allestire un pranzo con i fiocchi anche senza spendere troppo, non manca. Marisa, ad esempio, deve cucinare per sette persone e da brava massaia qual è ha optato per una soluzione nello stesso tempo gustosa e tutto sommato economica. «Preparerò - racconta - una bella zuppa di pesce con il pane zichi di Bonorva, poi cozze e arselle a volontà. Credo che me la caverò con massimo 40 euro». Budget un po’ più alto per Tonina e Teresa, che ai loro sei commensali serviranno la classica zuppa di cozze, ma anche anguille e porcetto (quest’ultimo venduto in media a 10 euro al chilo).

Scorfani contro aragoste. Quello che sembra assodato, comunque, è che nella tavola dei sassaresi ci saranno molte più zuppe di pesce che piatti con aragosta: gli scorfani, i capponi, i pesci-prete e le zanchette (cioè i principali ingredienti per una zuppa da acquolina in bocca) non faranno rimpiangere il più ambito dei crostacei, che in versione cubana e precotta costa circa 25/30 euro al chilo, mentre se è di questi mari raggiunge gli 80 euro. «Ne ho venduto una decina», ammette Antonio Ara, specificando che rispetto all’anno scorso la richiesta è dimezzata.

I ristoranti aperti. Per chi non avesse voglia di stare a casa ai fornelli le possibilità di andare a mangiare fuori sono quelle classiche. In città, come da tradizione, è aperto (a pranzo e a cena) il ristorante-pizzeria “Al Quirinale”, la pizzeria-ristorante “Da Bruno” in piazza Colonna Mariana e (soltanto la sera) il ristorante pizzeria “Ultimo piano”, in piazzale Segni. Fuori città, ovviamente, non c’è che l’imbarazzo della scelta sia negli agriturismo. Ad Alghero e Stintino i locali saranno aperti, fatta salva qualche eccezione. A Porto Torres funzionerà a pieno ritmo il ristorante pizzeria “Piazza Garibaldi”, a Castelsardo sono aperti tutti i locali (o quasi) e c’è ancora qualche posto libero al ristorante “da Ugo”, dove si potrà scegliere di mangiare alla carta o con il menu a prezzo fisso. mIl consiglio, qualunque sia la scelta, è di prenotare telefonicamente prima di mettersi in viaggio, soprattutto per chi voglia un menu a base di aragosta o piatti particolari, primo tra tutti la zuppa di pesce.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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