La Nuova Sardegna

Sassari

Bono, polemica sulla differenziata

Bono, polemica sulla differenziata

Botta e risposta tra il sindaco e l’opposizione sulla sanzione inflitta per i rifiuti

2 MINUTI DI LETTURA





BONO. «È vero che le somme per la penalità sulla raccolta rifiuti erano accantonate da tempo, ma è anche vero che se non ci fosse stata nessuna penalità quei denari sarebbero stati disponibili per altri scopi». Così il sindaco di Bono Michela Sau risponde alle accuse della minoranza Impegno e Sviluppo che non aveva gradito l’accusa di «inerzia» alla precedente amministrazione per il mancato avvio della differenziata negli anni 2005, 2006 e 2007 creando i presupposti per il pagamento, oggi, di una penalità di quasi 90mila euro. Accuse alle quali l’opposizione aveva replicato ricordando, appunto, che le somme per quello scopo erano accantonate da quegli stessi anni e criticando l’affermazione del sindaco secondo la quale con quei denari si sarebbero potuti attivare o potenziare servizi per la comunità o azzerare quasi del tutto la Tasi. «Se avesse voluto azzerare la Tasi lo avrebbe potuto fare con fondi del bilancio in corso o gestendo meglio qualche fondo destinato all’effimero» aveva detto l’opposizione, ma il sindaco non ci sta. «La replica della minoranza - dice ora Michela Sau - mi fa sorridere per la sua ingenuità. È vero, infatti, che le somme per le penalità erano iscritte a bilancio ed accantonate per quel motivo già da tempo, ma è anche vero che la maggioranza di allora non ha certo vinto quelle somme alla lotteria né le ha trovate per strada. Sarebbe come dire che un padre di famiglia metta da parte dei soldi (togliendoli ai propri figli) per pagare le multe per eccesso di velocità. La giustificazione addotta è assurda e diretta solo ad attaccare gratuitamente l’attività dell'amministrazione che sta operando nella più totale lealtà e trasparenza facendo quello che oggi le norme impongono, prima fra tutte quella sul Patto di stabilità». Il sindaco Sau rimanda «al mittente le critiche» e invita l’opposizione a «fare il suo dovere nella sede istituzionale del consiglio comunale attraverso gli strumenti che le norme consentono e non facendo, come parrebbe (il condizionale è d’obbligo onde evitare denunce per diffamazione), opera di proselitismo tra la gente e abbandonando il consiglio proprio quando all’ordine del giorno erano iscritte le delibere sui tributi sull’approvazione del bilancio. Senza considerare, poi, che nella commissione in cui si sono trattati questi argomenti il loro rappresentante nulla ha proposto né obiettato. La minoranza - conclude il sindaco - ha un ruolo, in rappresentanza di chi l’ha votata, che dovrebbe svolgere nella sede e nei modi opportuni. Cosa che, mi dispiace dirlo, non sta facendo». (b.m.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative