Consiglieri e politici del Pd disertano il brindisi a zent’anni
Sassari, ai Candelieri i dissapori all’interno della maggioranza. Mai il corteo del sindaco era stato così poco partecipato
SASSARI. Mai come quest’anno il corteo istituzionale che ha sfilato per i candelieri è stato così avaro di rappresentanze politiche. E lo stesso Palazzo di Città si è ritrovato orfano di diversi obliteratori seriali del brindisi di ferragosto. Insomma, Candelieri un po’ anomali: e lo si deduce anche confrontando gli scatti fotografici col calice in mano delle annate precedenti. Ora, ognuno è libero di avere i propri impegni e coltivarli, ma quando le assenze sono così marcate non vien da pensare a una semplice coincidenza.
Una parte della politica evidentemente ha disertato chirurgicamente il tradizionale ritrovo al Teatro Civico, e l’ha fatto con una forma di protesta che lascia il tempo che trova. I Candelieri infatti sono la festa della città, e dovrebbe essere quasi un dovere dei rappresentanti eletti dal popolo quello di rendere omaggio alla ricorrenza più sentita dai sassaresi. Invece molti consiglieri, anche di maggioranza, erano latitanti, e questo suona come un messaggio lanciato alle orecchie del sindaco.
Ma facciamo un rapido appello, tra gli esponenti del Pd, per capire cosa è successo: non c’è traccia nel corteo di Palazzo Ducale di Giuseppe Masala, Stefano Perrone, Valeria Fadda, Pierpaolo Bazzoni, Esmeralda Ughi, Giovanni Crobu, Antonio Panu, e Lisa Benvenuto. Caso strano sono otto dei consiglieri del Partito Democratico che contestano gli assetti di governo decisi da Nicola Sanna. Gli altri due, Carla Fundoni e Salvatore Sanna, hanno invece scelto di mettere da parte malumori politici e di presenziare lo stesso all’intregu. Ma che il cortocircuito politico non fosse relegato nelle stanze di Palazzo Ducale, lo si era capito qualche giorno prima.
Anche nella foto del brindisi degli ex sindaci di Sassari saltano all’occhio delle assenze che difficilmente sono casuali: tra i calici alzati manca quello di Giacomo Spissu, di Franco Borghetto e di Marco Fumi. Tutti e tre hanno indossato la fascia tricolore e tutti e tre appartengono alle correnti del Pd in contrasto con Nicola Sanna. E, al contrario di altri anni, non hanno timbrato il cartellino neanche a Palazzo Civico.
Così come non si è visto il segretario del Partito Democratico Silvio Lai, che però, a dire il vero, non è mai stato un fedele presenzialista dell’evento.
Non c’era l’ex assessore alla cultura e prima ancora consigliere comunale Dolores Lai, che da un decennio non aveva perso una Faradda. Mentre il consigliere regionale del Pd Salvatore Demontis aveva programmato da tempo di trascorrere queste settimane in Inghilterra. Nessuna traccia del Presidente della Provincia Alessandra Giudici.
E poi ancora hanno disertato il brindisi diversi consiglieri di minoranza, mentre i rappresentanti di Cinque Stelle hanno preferito festeggiare per strada con una bottiglia acquistata a proprie spese, con tanto di scontrini polemicamente esibiti. Ce l’avevano contro i costi del buffet allestito dall’amministrazione, che a detta loro ammonta a 15mila euro.
Il sindaco Nicola Sanna, che sicuramente aveva fatto una scansione delle presenze, e soprattutto delle assenze nelle sale di Palazzo Civico, deve aver annusato nuvoloni all’orizzonte. Gli agguati sonori, dopo l’intregu, erano ampiamente previsti. E addirittura si parla di reclutamento per fischi organizzati.
In effetti, sin dall’uscita dal portone, il sindaco e la sua scorta striminzita sono stati accolti da numerose contestazioni, intervallati da strette di mano e applausi. Ma anche più avanti nel percorso, quando le claque sono ormai alle spalle e la democrazia diretta diventa più spontanea, i fischi sono stati prevalenti. Soprattutto in Corso Vico il “frusciometro” ha raggiunto picchi imbarazzanti.
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