Pesca, fermo biologico e indennizzi
PORTO TORRES. Nelle acque territoriali della Sardegna i motopescherecci a pesca con sistemi trainanti dovranno rispettare il fermo biologico, dal 15 settembre al 15 ottobre, ma nel frattempo non sono...
PORTO TORRES. Nelle acque territoriali della Sardegna i motopescherecci a pesca con sistemi trainanti dovranno rispettare il fermo biologico, dal 15 settembre al 15 ottobre, ma nel frattempo non sono stati ancora pagati gli indennizzi agli armatori e la cassa in deroga al personale imbarcato relativi al 2013. Una interruzione che interessa solo la pesca a strascico, quindi, che dà comunque facoltà agli operatori di continuare l’attività di pesca in acque internazionali, oppure nelle acque territoriali con sistemi diversi previo sbarco delle attrezzature di strascico. Fino all'8 ottobre, inoltre, sarà vietato esercitare l'attività nelle acque territoriali della Sardegna alle navi da pesca provenienti da altri compartimenti regionali. Il fermo biologico non riguarda invece l’attività di pesca sportiva, che potrà essere esercitata. Gli armatori turritani sono pronti a rispettare quanto disposto da leggi e regolamenti in materia di pesca, ma chiedono che siano messi in pagamento indennizzo e rimborsoper il 2013. «Il settore della pesca vive uno stato di crisi perché messo in ginocchio dai regolamenti europei e dalla burocrazia nazionale - sostiene il responsabile di Federpesca Nord Sardegna Salvatore Amoroso -: a Porto Torres è il secondo settore economico trainante, ma nonostante ciò dimenticato dai politici locali, che prima promettono e poi dimenticano le promesse come l’apertura del mercato ittico e la nuova banchina pescherecci». (g.m.)
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