Calancoi, le bonifiche le farà il Comune
La giunta delibera l’occupazione temporanea della discarica per finire i lavori. Dopo verrà riconsegnata ai proprietari
SASSARI. Il Comune restituirà, dopo trentuno anni, Calancoi alla società Mediterranea 96 srl (società che fa capo a un gruppo svizzero con sede a Roma) ma solo dopo che l’area che per anni ha ospitato la discarica alle porte della città e che l’amministrazione aveva requisito nel 1982, sarà bonificata. Il tutto messo nero su bianco con una delibera di giunta datata 13 agosto con la quale il Comune procede all’occupazione temporanea dell’area. Un operazione che chiude la querelle sulla destinazione dei tre milioni di euro stanziati nel 2009 dal ministero dell'Ambiente e dalla Regione per la “Caratterizzazione integrativa, progettazione degli interventi di messa in sicurezza di emergenza e messa in sicurezza permanente e realizzazione dei primi interventi di messa in sicurezza di emergenza della discarica di Calancoi”. Fondi di cui, dopo la sentenza della Corte di Appello dello scorso giungo, non si capiva quale sarebbe stata la destinazione. Con alcuni che si erano spinti a supporre che sarebbero stati dirottati alla Mediterranea 96 (della quale anche l’uomo d’affari Flavio Carboni aveva una piccola quota azionaria).
Le bonifiche invece saranno portate a termine dal Comune. Che, recita la delibera, avendo ottenuto i relativi finanziamenti, il 10 aprile 2013 ha approvato il progetto definitivo - esecutivo di “Risanamento ambientale e sistemazione naturale dell'ex discarica. Lavori che sono stati affidati al RTI Nuova Prima srl – Rinac srl e sono stati consegnati il 3 dicembre 2013. E che adesso potranno proseguire «al fine di ripristinare la situazione quo ante come previsto dalla normativa in materia».
Alla conclusione dei lavori, come stabilito i giudici della corte d’appello – vent’anni dopo l’apertura della causa civile – il Comune di Sassari restituirà la cava di Calancoi «al legittimo proprietario, Mediterranea 96 (assistita dagli avvocati Mario saba, Marco Sassu e Gerolamo Pala ndr), in liquidazione, oltre al risarcimento del danno pari a 118mila euro e 47mila euro di spese legali». Una sentenza che ribalta quella di primo grado del 15 maggio 2010 che invece aveva affermato «l’acquisizione dell’area a titolo originario in favore del Comune» e aveva anche ritenuto prescritto «il diritto al risarcimento del danno».
Chiaramente si tratta di una novità importantissima anche perché di quel sito – che interessa le falde acquifere di Sassari, Osilo, Sorso e Sennori – si è discusso a lungo. Si è discusso in particolare degli interventi urgenti per la messa in sicurezza e la bonifica di una vera e propria bomba ecologica: dieci ettari di veleni nella collina di rifiuti che si affaccia sulla Valle dei ciclamini, lungo la vecchia strada per Osilo. Il Comune a giugno dello scorso anno aveva bandito la gara d’appalto per la messa in sicurezza d’emergenza dell’ex discarica. Per evitare che i veleni causassero esplosioni e incendi e continuassero a inquinare le zone circostanti, l’appalto prevedeva l’installazione di sofisticati sistemi di intercettazione e aspirazione dei gas e del percolato prodotti dalla collina di rifiuti. Un intervento per cercare di arginare il rischio ambientale che l’ex discarica comunale esaurita e chiusa dal 1997 continua a rappresentare. Nell’ex cava, dal 1983 al 1997 sono finiti oltre 2 milioni di metri cubi di rifiuti, tutto questo perché, quando negli anni Ottanta si decise di autorizzare una discarica a un passo dalla città e vicinissima all’invaso del Bunnari, le attuali norme di sicurezza e rispetto ambientale non esistevano.
Per gli anni fra il 1987 e il 1991 si sa per certo che a Calancoi sono stati smaltiti i rifiuti solidi urbani della città, inerti e materiale residuo delle lavorazioni da cava. Negli ultimi anni di esercizio del sito, dal 1991 al 1997, la discarica ha accolto anche ceneri e fanghi di incenerimento.
Nel 2005, il ministero dell’Ambiente ha inserito l’area fra i confini del Sito di interesse nazionale “Aree industriali di Porto Torres”, aprendo così una corsia preferenziale per le bonifiche. Nel 2009 lo stanziamento dei fondi, dei quali ora si conosce la definitiva destinazione.
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