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Sassari

«Quante denunce finora si sono sgonfiate?»

«Quante denunce finora si sono sgonfiate?»

Secondo i sindacati prendersela con i lavoratori è un modo per spostare l’attenzione dai problemi veri

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SASSARI. Di fronte a un attacco così spietato nei confronti dei lavoratori, è naturale che i sindacati prendano posizione e difendano i dipendenti di Abbanoa. «Per prima cosa aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso – dice Giovanni Tavera, segretario della Uiltec Sassari – ancora non si conoscono nel dettaglio i reati e le circostanze contestate. Mi preme sottolineare però che esiste sempre la presunzione di innocenza, tanto più che la maggior parte delle altre denunce presentate in questi anni dai vertici aziendali contro numerosi dipendenti, si sono risolte con un nulla di fatto. E con un inutile esborso di danaro pubblico per le spese legali sostenute. Perciò certe questioni forse andrebbero risolte diversamente, e senza tutto questo clamore. Anche perché così si rischia di additare come fannulloni e scansafatiche altri lavoratori di Abbanoa che ogni giorno svolgono seriamente il proprio mestiere. Stiamo parlando di una popolazione rilevante, di circa 1400 persone. Guai a fare di tutta l’erba un fascio. Chi ruba lo stipendio o commette peculato, è giusto che paghi, ma in ogni caso è bene ricordare che si tratta di una strettissima minoranza». Secondo Luca Velluto, rappresentante territoriale della Cisl, notizie di questo genere servono a spostare l’attenzione dell’opinione pubblica dai reali problemi di Abbanoa: «Si creano nei capri espiatori e si fa credere che i responsabili del dissesto finanziario e dell’inefficienza aziendale siano i lavoratori. Il dipendente che striscia il badge e poi esce a fare colazione probabilmente esiste in ogni realtà sia pubblica che privata. E il suo comportamento è giusto che venga sanzionato. Ma non è il caso di criminalizzarlo o additarlo come l’artefice del disastro. Non bisogna mai dimenticare che a monte del malfunzionamento di Abbanoa c’è sempre una organizzazione aziendale profondamente sbagliata, perché gestita ancora in maniera politica. Perciò prima di condannare i semplici impiegati, sarebbe meglio guardare certe scelte scellerate fatte negli anni. Ma evidentemente fa comodo dare in pasto alla gogna gli ultimi anelli della catena e far credere che, se le cose non funzionano, la colpa è tutta dell’impiegato che marina l’ufficio». (lu.so.)

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