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Sassari

Tutti i segreti degli “artigiani al volante”

di Andrea Massidda
Tutti i segreti degli “artigiani al volante”

Il presidente della “Cooperativa tassisti sassaresi” Giuseppe Boccia racconta aneddoti, curiosità e progetti del suo mestiere

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SASSARI. Un giorno, più precisamente una notte, mentre era al volante ha sentito sulla spalla il peso di qualcosa non proprio profumata. Erano i piedi di un cliente straniero che aveva esagerato con l’alcol e che dopo essersi allungato sul sedile posteriore si era tolto le scarpe alla ricerca di un comodo appoggio. «Un po’ troppo comodo, per i miei gusti», racconta sorridendo Giuseppe Boccia, 38 anni, da quattro presidente della Cooperativa taxi Sassari service (27 soci su 35 licenze rilasciate in città) e protagonista di questo bizzarro episodio. «La verità - continua - è che quando sei in servizio di situazioni curiose, a volte davvero surreali, te ne capitano spesso, specie quando trasporti qualcuno che ha alzato il gomito. Così, tu che sei l’autista, ti ritrovi involontario spettatore di litigi tra moglie e marito o di relazioni clandestine, quando non ti tocca sorbire confessioni di ogni tipo». Naturalmente per chi sta alla guida e ascolta lanciando ogni tanto un’occhiata allo specchietto retrovisore vige la regola deontologica della massima riservatezza. «Anche perché magari la mattina dopo quella stessa persona la rivedi camminare per la strada in modo assolutamente distinto», precisa Giuseppe, che prova a svelare nel bene e nel male le caratteristiche del suo mestiere. E le sorprese non mancano.

Figli d’arte. Un dettaglio per certi versi poco prevedibile è che negli elenchi della Camera di commercio i tassisti sono inquadrati come artigiani che svolgono “servizio pubblico da piazza”. Per mettersi alla guida è necessario sostenere un esame e ottenere il cosiddetto KB, che poi non è altro che il certificato di abilitazione professionale rilasciato dalla Motorizzazione civile. Le licenze, invece, le concede il Comune. «Quelle di Sassari sono praticamente bloccate - rivela Giuseppe - e in media costano 50mila euro. Tuttavia nessuno vuole venderle, a meno che non sia in procinto di andare in pensione e non abbia nessuno a cui cederle gratuitamente. Io per esempio l’ho acquistata da un anziano collega che aveva cessato l’attività». Per il resto i taxi driver sono quasi tutti figli d’arte: le licenze passano di generazione in generazione e manco a dirlo di questi tempi si tengono strette, visto che garantiscono un lavoro sicuro: «Diciamo che in una città come Sassari a fine mese riesci a guadagnare lo stesso stipendio di un operaio specializzato, ma sono sicuro - aggiunge - che incentivando le convenzioni si può fare di più. E noi ci stiamo provando.

Cortesia e igiene. Ma quali sono le qualità di una bravo tassista? Su questo punto Boccia non ha dubbi: «Gentilezza estrema con i clienti, trasparenza sui prezzi e una pulizia quasi maniacale dell’automobile di servizio». Poi, è scontato, una guida sicura. «Ci mancherebbe altro - commenta -, noi riceviamo telefonate di genitori che ci affidano i loro bambini per accompagnarli a scuola o i loro figli adolescenti per lasciarli davanti a una discoteca e riportarli a casa sani e salvi e in orario. Insomma, dobbiamo essere affidabilissimi. E francamente lo siamo».

Cliente tipo. Se una volta prendere il taxi era considerato un lusso, ora lo è sempre di meno. Ma chi è il cliente tipo? «Direi che cambia a seconda della fascia oraria - spiega ancora il presidente dalla cooperattiva sassarese -, perché di mattina si lavora soprattutto con chi deve recarsi negli ospedali e abbiamo convenzioni particolari che presto vorremmo dedicare anche agli studenti disabili. Nel pomeriggio ci chiama invece molta gente che va a fare shopping o la spesa all’interno della zona a traffico limitato, mentre la notte la clientela è quella della tipica della movida, in città e sulla costa. Sia per la sicurezza, sia per non farsi sospendere la patente - conclude Giuseppe Boccia - in tanti hanno capito che chiamare un taxi è conveniente: per andare dal centro di Sassari verso un locale di Alghero quattro giovani spendono non più di dieci/dodici euro a testa. Senza rischiare nulla»

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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