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Abbanoa: a Sorso troppe utenze fantasma

Abbanoa: a Sorso troppe utenze fantasma

Dopo le proteste, la società di gestione replica all’accusa di aver inviato “bollette pazze”

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SORSO. «A Sorso nessuna bolletta pazza». È la posizione assunta da Abbanoa rispetto all’avanzare della protesta degli utenti che, in certi casi, hanno ricevuto cartelle di pagamento choc da migliaia di euro riferite ad annualità pregresse. La società se ne lava le mani e presenta i dati: in città sono state emesse 4675 fatture - con una media totale di circa 255 euro a bolletta - per le quali sono consentite dilazioni di pagamento fino a 600 giorni. Inoltre, sono state scoperte 475 utenze fantasma e «già controllati tutti i casi con importi anomali». L’ente gestore delle acque sarde interviene a calmare gli animi esasperati da una protesta che ha preso corpo nelle scorse settimane. «Non esiste alcun caso di “bollette pazze” relativo alla recente emissione di fatture nel Comune di Sorso. Esistono invece circa parecchie “utenze fantasma” che non erano presenti negli elenchi forniti dal precedente gestore del servizio idrico, scoperte con il censimento degli allacci alla rete e ora fatturati», spiega l’azienda.

L’emissione delle ultime bollette è un saldo – che in certi casi segnalati ripercorre a ritroso gli ultimi 10 anni - e quindi si basa sulle letture certificate dei contatori.

«Il fatto che si tratti di fatture pluriennali è legato all’impegnativo lavoro di bonifica della banca dati sulle utenze che era stata trasmessa dal precedente gestore con numerosi errori al momento del passaggio del servizio idrico dal Comune ad Abbanoa nel 2006», continua la nota.

Ed è proprio nella trasmissione di questi dati che – secondo la società – qualcosa dev’essere andato storto. «Le informazioni su numerose utenze mostravano incongruenze ed errori che hanno bloccato l’emissione delle fatture durante i primi anni di gestione per consentire la bonifica totale», aggiunge la società. Ritardi i cui effetti mettono oggi in crisi parecchie famiglie di Sorso, del tutto impreparate a sostenere pagamenti di una certa entità, se pur dilazionate nel tempo.Secondo i dati di Abbanoa, per la maggioranza degli utenti, il 62,12 per cento (2904 fatture), gli importi sono inferiori alla soglia dei 150 euro; il 16,36 per cento (765 fatture) è compreso tra 150 e 250 euro; il 9,39 per cento (439 fatture) tra 250 e 400 euro, il 6,16 per cento (288 fatture) tra 400 e 700 euro, l’1,75 per cento (288 fatture) tra 700 e mille euro, l’1,2 (56 fatture) per cento tra mille e 1500 euro e l’1,07 per cento (50 fatture) tra 1500 e 2500 euro. «Sono del tutto marginali gli importi oltre quest’ultimo importo e su ognuno di questi casi sono stati eseguiti precisi controlli che attestano la veridicità dei consumi, dalla fotografia del contatore per certificare la lettura alla messa in prova dello stesso contatore per accertarne il corretto funzionamento», aggiunge l’azienda.

La società fa sapere che non è previsto alcun corrispettivo anticipato per segnalare un guasto al contatore – così come sostenuto da una famiglia di Sorso che nei giorni scorsi accusava Abbanoa di avergli addebitato 110 euro – ma anzi incoraggia a segnalare eventuali anomalie. Un eventuale corrispettivo è addebitato in bolletta solo nel caso in cui la verifica rivelasse che il contatore funziona correttamente, altrimenti la sostituzione è gratuita, oltre che doverosa.

Salvatore Santoni

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