La Nuova Sardegna

Sassari

Sara D, a fuoco l’auto del capitano

di Gavino Masia

È il terzo attentato ai danni di aziende che operano all’Asinara. Le indagini affidate ai carabinieri

28 agosto 2014
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PORTO TORRES. Le fiamme che, alle 4,30 di ieri, hanno illuminato la banchina degli alti fondali, destando preoccupazione a pescatori e diportisti che uscivano per mare, stavano bruciando l’automobile del comandante del traghetto “Sara D”, Mauro Dessì. L’incendio di evidente natura dolosa ha svegliato il personale di bordo che dormiva sul traghetto che garantisce il collegamento tra Porto Torres e il Parco dell’Asinara, che poco ha potuto per evitare che la parte anteriore dell’Alfa 159 station wagon andasse letteralmente distrutta. A spegnere le fiamme sono stati i vigili del fuoco del distaccamento di Porto Torres, e quasi in contemporanea sul luogo dell'incendio è arrivata una pattuglia dei carabinieri al comando del capitano Romolo Mastrolia. Vicino alla macchina sono state ritrovate due bottiglie incendiarie, segno inequivocabile di un attentato mirato esclusivamente alla distruzione dell’Alfa, che ha riportato ingenti danni. Immediate le indagini dei militari per provare a dare un nome agli autori dell’incendio appiccato in prossimità della struttura che prima ospitava la biglietteria Moby, e c’è moderata fiducia di poter chiudere il cerchio in breve tempo alla luce degli accertamenti tecnici effettuati nell’immediatezza. In una zona portuale di security dovrebbero anche funzionare delle telecamere, essendo zona sterile, sempre se la Port Authority ha previsto di installarle. Questo è il terzo attentato incendiario a persone o cose che hanno a che fare con l’isola dell’Asinara, territorio che soprattutto nel periodo estivo diventa appetibile perché vi transitano migliaia di turisti. Nell’agosto 2012 il bagliore del fuoco illuminò il porto di Stintino e distrusse completamente l’imbarcazione “Lem”, un diciotto metri di proprietà della società Mizar srl di Porto Torres utilizzato per i collegamenti tra la località turistica e il Parco dell’Asinara. Un blitz di attentatori sinora sconosciuti che rischiava di estendersi alla Marina, pieno di barche, evitato poi dalla prontezza di uno degli operatori della vigilanzache aveva scongiurato un vero e proprio disastro. Alla fine dell’estate scorsa, invece, gli incendiari avevano preso di mira il trenino turistico utilizzato per trasportare i visitatori dell’ex isola carcere dal molo di Fornelli fino al borgo di Cala d’Oliva. Il rogo si era sviluppato intorno alla due del mattino, e i primi a intervenire furono gli uomini del Corpo forestale. Tre tecniche incendiare diverse in apparenza, ma avvenute tutte in piena notte quando silenzio e buio fanno entrare in azione i piromani di turno.

Sulla vicenda che ha coinvolto il comandante Dessì c’è una nota ufficiale della compagnia Delcomar, proprietaria della “Sara D”, che «condanna il vile attentato ed esprime solidarietà e vicinanza al proprio dipendente». La Delcomar esprime «forte preoccupazione per la gravità del gesto e auspica che gli autori dello stesso, probabilmente contrariati dal rigore del comandante nel rispettare le regole della gestione del servizio, vengano celermente identificati e processati dalle autorità competenti».

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