La Nuova Sardegna

Sassari

I trenta lavoratori dell’ ex Eurocoop dimenticati da tutti

di Gavino Masia

La cassa integrazione (700 euro) è scaduta il 31 agosto A gennaio è stato pagato l’ultimo assegno dell’Inps

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TORRES. Hanno lavorato per più di trent’anni alle dipendenze della Eurocoop, cooperativa storica dell’indotto del petrolchimnico, e dal 31 agosto non percepiranno più neanche quei pochi denari assicurati (si fa per dire) dalla cassa integrazione. A dirla tutta fin da gennaio non hanno percepito i circa 700 euro mensili previsti, abbandonati a se stessi e soprattutto mai inseriti nel nuovo progetto della chimica verde nonostante le tante promesse.

La fine dei trenta operai Eurocoop era cominciata nel 2008, dopo la crisi della Ineos Vinyls, con il lavoro di controllo dei macchinari che insaccano il Pvc in costante diminuzione che costringeva la cooperativa a rinunciare a parte del personale in turno lasciando i soci a riposo a rotazione. Nel 2009 l’anno nero: la Vinyls, commissariata, decide la fermata degli impianti a maggio e da quel momento per l’Eurocoop, che ha già iniziato ad accumulare debiti, inizia la parabola discendente. I soci, pur lavorando poco, subiscono anche l’onta dei pagamenti dilazionati sotto forma di acconti fino a luglio, quando la cooperativa, dopo aver elargito l’ultimo acconto chiude il bilancio del 2008 con un passivo di circa 3milioni e mezzo di euro. Tra fallimenti della cooperativa e spettanze mai pagate agli operai, si arriva alla cassa integrazione e alla lotta silenziosa e dignitosa che gli ormai ex lavoratori Eurocoop portano avanti assieme ai dipendenti Vinyls alla Torre Aragonese e sull’isola dell’Asinara.

Una vertenza fatta di buone intenzioni (dei lavoratori) e di false promesse (ministri, parlamentari, leader politici), che si conclude amaramente proprio per gli operai Eurocoop. «La banca ha messo all’asta la casa dove “sopravvivo” tuttora – dice un lavoratore –, mi ha avvertito questa settimana dicendomi che potrei essere sfrattato in qualsiasi momento: non sono serviti a niente i sacrifici fatti quando pagavo il mutuo, e dopo la cassa integrazione nessuno di noi è stato preso in considerazione per rientrare nel ciclo produttivo della chimica verde».

Senza lavoro e con pochi soldi sono aumentati i problemi nelle famiglie, e anche le bollette della luce diventano pesanti se non vengono pagati otto mesi di cassa integrazione.

L’anno scorso nove lavoratori sono stati impiegati per un mese sull’isola dell’Asinara, promuovendo un’azione di contrasto al disagio economico e sociale, in attività legate a interventi di cura e manutenzione nel Parco. Un progetto mai più finanziato dalla Regione, attraverso l’Insar, che ha lasciato ulteriormente in braghe di tela gli operai dell’ex Eurocoop, dimenticati da tutti e completamente emarginati dal mondo del lavoro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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