L’orario del test è sbagliato: respinti trenta candidati a Sassari
Professioni sanitarie: gli studenti avevano una convocazione diversa rispetto al bando. Quando hanno saputo di essere stati esclusi, hanno presentato un esposto ai carabinieri
SASSARI. Tagliati fuori dalla prova di accesso ai corsi a numero programmato delle Professioni sanitarie attivati dall’Università di Sassari perché si sono presentati in ritardo rispetto all’orario fissato dal bando (alle 8). Amara sorpresa per una trentina di studenti che - ieri mattina - sono arrivati al PalaSerradimigni alle 10,15 - secondo loro con largo anticipo rispetto al termine fissato nel tagliando in loro possesso che, appunto, indicava le 11 - e sono stati esclusi. I candidati hanno cercato di fare valere le loro ragioni (anche perché la ricevuta era stata rilasciata dall’Università al momento di presentazione della domanda) ma è stato tutto inutile. Così, poco più tardi, si sono presentati nella caserma dei carabinieri e in quattro hanno formalizzato una denuncia per chiedere che vengano effettuati tutti gli accertamenti e verificate eventuali responsabilità per il danno causato.
I militari della compagnia, guidati dal capitano Simone Martano, si sono mossi subito, hanno acquisito gran parte della documentazione necessaria e hanno appurato che, in effetti, sul bando di concorso - pubblicato dall’Università - i partecipanti erano convocati per le 8 e avevano l’obbligo di presentarsi in tale orario. L’errore è stato commesso da chi ha compilato le ricevute consegnate ai candidati che, fidandosi del tagliando, sono arrivati al palazzetto in anticipo rispetto alle 11 ma ben oltre le 8. Dalla prima fase delle indagini non sarebbero emersi reati di natura penale, ma sono evidenti le incongruenze di carattere amministrativo tra ricevute e bando (proprio per gli orari) che hanno danneggiato i candidati esclusi perché giunti in ritardo. Ora bisognerà attendere il completamento delle indagini per avere un quadro aggiornato della situazione.
Per i giovani esclusi, una brutta delusione e l’amarezza di essere stati indotti in errore da un documento ufficiale che - in teoria - avrebbe dovuto fare testo. Anche se l’Università (che qualche chiarimento interno dovrebbe pure farlo) ha precisato ieri sera che «tutti i partecipanti erano convocati per le ore 8 come specificato dal bando di concorso pubblicato sul sito dell’ateneo».
Gli esclusi, in ogni caso, sono determinati ad andare avanti, convinti di avere subito una grave ingiustizia: «Siamo stati privati di un diritto, di una occasione importante per il nostro futuro – hanno detto – e ci eravamo preparati per partecipare alla prova. Tutto vanificato in un attimo per la superficialità di chi ha compilato quelle ricevute scrivendo un orario che era errato. Dobbiamo pagare noi?».
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