Task-force di psicologi per le maxiemergenze
Completata l’Unità Ospedaliera, istituita nel 2013, con sei figure professionali Perplessità fra gli operatori del pronto soccorso: «Manca l’organizzazione»
SASSARI. Sono in arrivo sei psicologhe esperte in maxiemergenze nel pronto soccorso del Santissima Annunziata. Il gruppo di dirigenti, scelte dalla direzione generale della Asl tramite una graduatoria di avviso pubblico per titoli e colloquio, va a completare l’Unità Operativa di Psicologia Ospedaliera e delle Emergenze che era stata istituita con una precedente delibera il 17 gennaio del 2013. Alcuni mesi fa invece all’Unità era stato assegnato un responsabile, il direttore Fabrizio Demaria, che però fino a oggi si era ritrovato, pur con tanta buona volontà, a governare una scatola vuota. Ci sono state è vero delle riunioni motivazionali con il personale, medici e infermieri, che lavorano al pronto soccorso con un carico di lavoro spaventoso, ma oggi il direttore può contare su una squadra di specialisti. Psicologi che, come si legge nella delibera pubblicata di recente sul sito della Asl, dovranno dare sostegno ai pazienti e ai loro familiari «considerato che le maxiemergenze e le emergenze quotidiane comportano in chi le subisce la percezione di una catastrofe personale, che le strutture afferenti al Dea e le strutture ospedaliere spesso affrontano eventi a forte rischio traumatico per i soggetti colpiti e per le persone connesse e che di fronte a fatti drammatici e improvvisi esiste una destrutturazione degli schemi cognitivi con la difficoltà di accettare l’interruzione della rappresentazione personale di continuità dell’esistenza oltre all’irrompere di vissuti emotivi esacerbati dalla drammaticità dell’evento».
Una novità, quella dell’arrivo delle psicologhe (sono tutte donne) che però ha lasciato perplessi molti degli operatori del pronto soccorso i quali obiettano che di maxiemergenze nell’ospedale di Sassari non c’è il ricordo. «La maxiemergenza ce l’abbiamo tutti i giorni nell’accogliere la marea di persone che si presentano, nella maggior parte dei casi con motivazioni inappropriate, intasando il triage quando invece sarebbe più opportuno che il territorio, con le guardie mediche e i medici di famiglia, facesse da filtro per evitare il continuo affollamento e i ricoveri inutili nei reparti», si mormora nei corridoi del Santissima Annunziata.
Secondo i medici e gli infermieri dell’emergenza sarebbe stato più utile riorganizzare la distribuzione dei pazienti nei reparti per evitare l’imbarazzante - oltre che disagevole - utilizzo delle barelle per ospitare per più giorni gli ammalati in mancanza di posti letto. «I posti letto sono diminuiti - dice qualcuno - ma non gli accessi quindi ci ritroviamo perennemente sotto stress per piazzare i pazienti da una parte o dall’altra». Benvenuti gli psicologi, dunque ma, dicono i medici del pronto soccorso, che qualcuno pensi alle condizioni del nostro lavoro.
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