Truffa delle patenti, esami con aiutino
Denunciati due candidati privatisti del Bangladesh: in aula con auricolare e bluetooth. I complici fuori dalla Motorizzazione
SASSARI. Capelli finti per nascondere un piccolo auricolare e un ingegnoso impianto con bluetooth, microfono e telefonini appositamente collegati con l’esterno per superare l’esame di teoria per la patente di guida grazie a provvindenziali suggerimenti. Due cittadini del Bangladesh sono stati smascherati e denunciati per tentata truffa dagli investigatori della squadra mobile. E c’è il forte sospetto che - prima di loro - altri stranieri abbiano beneficiato dell’aiutino per passare l’esame senza problemi.
I due segnalati all’autorità giuduiziaria sono Mohammed Arif Moral, 32 anni, e Manun Al Abdullah, di 29. Gli agenti li hanno sorpresi giovedì pomeriggio, negli uffici della Motorizzazione civile dove si sono presentati per sostenere l’esame di teoria della patente B. E come succede in questi casi, hanno chiesto di poter usare le cuffie per la traduzione simultanea (un servizio concesso a chi non conosce bene la lingua italiana scritta). Dimostrando di sapere bene come procedere, i candidati privatisti hanno infilato un piccolissimo auricolare audio-microfono collegato con il sistema bluetooth a un telefonino cellulare che a sua volta comunicava all’esterno della sala esami con un’altra utenza cellulare. Con questo sistema, i complici - al momento in fase di identificazione - potevano ascoltare il testo delle domande dei quiz e fornire i risultati esatti in tempo reale. La prova, come per le altre persone presenti all’esame, si intendeva superata con un numero massimo di quattro errori su 40 domande.
Gli investigatori della squadra mobile, guidati dal dirigente Bibiana Pala, già da qualche tempo avevano iniziato a monitorare alcune sessioni sospette, grazie anche alla collaborazione dei funzionari della Motorizzazione civile. Giovedì pomeriggio si sono accorti di un lieve lampeggio blu che traspariva dalla maglietta di uno degli indagati (facile intuire che potesse trattarsi del classico segnale di un trasmettitore bluetooth). La prova è stata quindi interrotta e i due candidati del Bangladesh sono stati accompagnati fuori dall’aula per un controllo: durante la perquisizione, è stata scoperta l’apparecchiatura ancora in funzione. Il trasmettitore era nascosto sotto gli indumenti, fissato alla pelle con del nastro isolante, mentre il piccolo auricolare (sistemato nell’orecchio) era coperto da una ciocca di capelli finti. Un sistema quasi perfetto, difficile da scoprire.
I due sono stati accompagnati negli uffici della questura per una serie di accertamenti e anche per cercare di acquisire informazioni utili per identificare i complici che agivano dall’esterno e che - a quanto pare - si facevano pagare per garantire la consulenza e consentire il superamento dell’esame per la patente B.
I due sono stati denunciati in stato di libertà per tentata truffa aggravata ai danni dello Stato in concorso con ignoti.
Gli altri partecipanti alla prova di esame, dopo la sorpresa per l’intervento della polizia e la sospensione, poco più tardi hanno potuto completare normalmente la sessione di esame senza ulteriori problemi.
Le indagini della squadra mobile proseguono anche per accertare se in altre occasioni, candidati stranieri (ma anche italiani) hanno superato l’esame grazie all’aiuto di complici dall’esterno.
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