«L’associazione San Biagio? Come le altre»
Sennori, il sindaco Roberto Desini spiega perché ha sfrattato il sodalizio dalla scuola di Montigeddu
SENNORI. «Nessun pregiudizio politico ma solo parità di trattamento». È la replica dell’amministrazione comunale di Sennori all’accusa lanciata dall’associazione religiosa San Biagio, sfrattata nei giorni scorsi dai locali comunali della scuola di Montigeddu che occupava sine titulo da oltre dieci anni. La notizia dello sfratto aveva fatto il giro del paese in poco tempo alimentando polemiche. In soccorso dell’associazione è intervenuto il parroco, don Tore Masia, che ha risolto l’impasse mettendo a disposizione l’oratorio. L’amministrazione rincara la dose accusando l’associazione di fare «attività non autorizzate» con le cucine, anche durante gli orari delle lezioni. Il sindaco Roberto Desini spiega le ragioni che hanno spinto la giunta comunale a richiedere il rilascio dei locali. «Sono indignato per le dichiarazioni del signor Claudio Piroddu (presidente di San Biagio), che ha vestito i panni della vittima ben sapendo di non esserlo», spiega il primo cittadino.
Secondo l’amministrazione, l’associazione si trovava in una situazione di vantaggio rispetto alle altre. «Il comitato San Biagio per tutti questi anni è stato un privilegiato, perché al contrario delle altre 4 associazioni religiose che operano in paese, ha potuto godere senza alcun accordo scritto di una sede con i costi di luce e acqua a carico di tutti i cittadini», continua il sindaco. Le altre associazioni religiose svolgono le loro attività nei locali messi a disposizione dal parroco e contribuiscono a proprie spese al pagamento dei costi di gestione. «Con lo sgombero di quei locali – continua il comunicato - abbiamo voluto semplicemente perseguire un principio di parità di trattamento. Un metodo dichiarato fin dall’inizio del nostro mandato amministrativo e che abbiamo messo in pratica da subito, assegnando i contributi in maniera assolutamente equa, e non più con scelte discrezionali come avveniva in passato». Nel marzo scorso il Comune aveva chiesto a Piroddu il rilascio dei locali occupati. «Una richiesta partita anche dalle segnalazioni del dirigente scolastico, che in più occasioni aveva evidenziato la necessità di utilizzare i locali, avvisando allo stesso tempo dell’uso improprio che veniva fatto degli spazi, con il deposito di gas in bombole e con l’utilizzo della cucina durante le ore di lezione», continua la nota. A complicare lo scenario, si aggiunge il fatto che – secondo l’amministrazione - l’associazione faceva attività “ulteriori” rispetto a quelle previste. «Non capiamo le dichiarazioni del presidente Piroddu – commenta l’assessore ai Rapporti con le associazioni, Nicola Sassu - che per anni ha usufruito di una sede, a spese dei cittadini, dove l’associazione ha svolto senza alcuna autorizzazione ben altre attività che tutti conoscono».
Salvatore Santoni
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