La Nuova Sardegna

Sassari

Comune, tregua nel Pd fino al congresso

di Giovanni Bua
Comune, tregua nel Pd fino al congresso

Documento unanime del gruppo: ora risolviamo i gravi problemi della città. Il sindaco: collaboriamo senza interferenze

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SASSARI. Una tregua, armata. Che di fatto avvia la consiliatura dandole qualche mese di fiato. Ma lascia sul tavolo tutti i nodi, che prima o poi andranno risolti. Nodi tutti interni al Pd. Che decide di sotterrare l’ascia di guerra fino al congresso in programma a fine ottobre. Ma, nelle due note diramate da gruppo e sindaco, dà plastica rappresentazione di una tensione alle stelle.

«Il gruppo consiliare del Pd, riunito alla ripresa delle attività – spiega la capogruppo Esmeralda Ughi a nome di tutti i consiglieri – ritiene che si debba procedere con rapidità al completamento degli organi con la costituzione delle commissioni consiliari necessarie per il pieno svolgimento dell’attività amministrativa sia di iniziativa consiliare che dell’esecutivo». «Il gruppo conferma infatti – prosegue la nota fatta dopo una riunione precedente al consiglio di ieri – l’inesistenza di impedimenti al lavori dell’esecutivo nell’attuazione del programma sul quale i cittadini hanno affidato alla coalizione di centrosinistra e al sindaco Nicola Sanna il governo della città».

«Le discussioni ancora aperte – chiude il documento – fra i gruppi politici non possono infatti costituire una limitazione alla soluzione dei gravi problemi che si è chiamati a risolvere. Ciò vale prima di tutto per il gruppo del Pd che ha deciso all’unanimità di rinviare le discussioni e i chiarimenti necessari alla conclusione della stagione congressuale in corso».

Via libera ai lavori insomma, con le commissioni che probabilmente verranno insediate in settimana, permettendo così di incardinare alcune partite di massima importanza, a partire dal Puc, e gli “assessori con la valigia” che potranno finalmente mettere le mani su alcuni dei dossier più caldi senza l’incubo di avere davanti a loro solo pochi giorni di lavoro.

Una boccata d’ossigeno per Sanna, che incassa la concordata apertura, ma sottolinea deciso: «Ritengo condivisibile la richiesta presentata dai consiglieri del Pd perché si inquadra in un processo di convergenza e collaborazione, nel massimo comune impegno di governo della città, senza interferenze con il dibattito congressuale le cui conclusioni, qualsiasi esse siano, non potranno assumere alcun effetto conseguenziale, sugli equilibri politici della Giunta i cui riferimenti sono e restano le primarie e le elezioni comunali. Lo schema di lavoro nel quale mi sono impegnato, fin dal momento della costituzione della giunta, è e sarà tale da consentire la rappresentatività di tutto il Pd».

Il congresso di fine ottobre, e in nuovi equilibri che ne verranno fuori, insomma decideranno molto, ma non tutto. E i conti dentro il partito e dentro la giunta, prima o poi andranno chiusi. Con una pace che, come spesso accade in casa Dem, appare ben lontana.

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