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Sassari

Mancano le aule, la lezione si fa in cortile

di Vincenzo Garofalo
Mancano le aule, la lezione si fa in cortile

Al liceo Margherita di Castelvì 226 studenti restano fuori dall’istituto. La dirigente: «Mi rifiuto di accettare questa follia»

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SASSARI. Non ci sono aule a sufficienza per tutte le classi, al liceo “Margherita di Castelvì” (le ex Magistrali) 226 ragazzi fanno lezione in cortile. Al primo giorno di scuola dopo la pausa estiva, sulle gradinate che circondano il cortile dell’istituto di via Manno gli studenti attoniti e divertiti, non devono sorbirsi le temute lezioni di filosofia, matematica, o latino. Gli insegnanti non sono in cattedra, ma seduti al loro fianco. Davanti a loro non c’è nessuna lavagna. C’è la preside, Cristiana Piazza che armata di microfono spiega con un mix di collera e sdegno perché, per nove classi del suo Liceo l’inizio dell’anno scolastico somiglia tanto a un campeggio. «Dall’aprile scorso avevo fatto presente alla Provincia che quest’anno avremmo avuto necessità di altre aule per garantire il diritto allo studio a tutti gli alunni iscritti al nostro liceo», si sgola la preside cercando di sovrastare il vocio irritato e sorpreso di ragazzi e genitori assiepati nel cortile. Stringe in mano un foglio, e spiega: «Questa mattina la dirigente del settore Edilizia e patrimonio della Provincia di Sassari, ci ha inviato un fax con cui ci comunica che in merito alla nostra richiesta di aule, leggo testualmente, attualmente gli unici spazi disponibili sono sei aule nella sede di via De Carolis e tre nella sede dell’ex scuola media 2, in piazza d’Armi».

Sembrerebbe la soluzione ai mali del liceo Castelvì, ma giusto una pausa per riprendere fiato, e la preside sbotta: «Questa signora non sa di cosa parla. Nella scuola media abbiamo già occupato quattordici aule, due le abbiamo ricavate eliminando i laboratori; non esistono altre tre aule da utilizzare, non c’è più alcuno spazio libero».

Ci sarebbero comunque sei aule alle Commerciali di via De Carolis, l’istituto prenotato per ospitare, in futuro, il liceo musicale dell’Azuni. «Sarebbe la quarta sede di questa scuola, non è possibile organizzare il lavoro in quattro plessi, con i docenti costretti a giocare alle quattro cantonate. Inoltre chi controllerebbe i ragazzi, chi pulirebbe i locali? Non posso mandare lì un solo bidello». Davanti alle facce sempre più sbigottite ma solidali di alunni, genitori e docenti, Cristiana Piazza, emette la sua sentenza e dichiara guerra alla Provincia: «Mi rifiuto di accettare questa follia. Questi politici che sono stati eletti per rappresentare i cittadini e risolvere i loro problemi non sono in grado di risolvere i problemi di una scuola che ha 1560 iscritti, 65 classi e 125 docenti. Oggi non si fa lezione». E sarà così per tutta la settimana. La protesta dei senza aule proseguirà a rotazione: le nove classi che ieri hanno fatto lezione in cortile, oggi saranno sostituite dalle classi della succursale di via Istria, domani da altre classi ancora, e così via.

I genitori che hanno accompagnato i loro figli al primo giorno di lezioni, non possono fare altro che dare man forte alla preside nella sua protesta, ma sono molto delusi: «Ho iscritto mia figlia in questo liceo perché era un suo desiderio fare questo percorso di studi, ma se avessi saputo che saremmo andati incontro a tutta questa confusione, di certo avrei fatto di tutto per convincerla a scegliere un’altra scuola», commenta amareggiata Giovanna Serusi, mentre tiene d’occhio a distanza sua figlia. «Non è accettabile che le lezioni inizino in questo modo. Di sicuro anche io se avessi immaginato di dover subire queste difficoltà, avrei cambiato scuola per mio figlio», le fa eco un’altra mamma, Savina Lastrico.

Intanto il primo giorno di scuola è andato, e per 226 ragazzi sarà davvero indimenticabile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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