Una sorella avida e un palazzotto indivisibile
Fratelli in lotta per la spartizione di un immobile lasciato dalla madre
Mia madre era proprietaria di una serie di appartamenti che io e i miei fratelli, al momento della sua morte, abbiamo ereditato, acquisendone la comproprietà. Tuttavia, successivamente una delle mie sorelle ha promosso azione giudiziaria per richiedere l’assegnazione dell’intero immobile, sulla base del fatto che non fosse possibile eseguirne una concreta divisione. Il Giudice ha agito secondo legge?
Le vicende successorie non di rado determinano il sorgere di controversie rispetto alla spartizione dei beni che formano il patrimonio del defunto. Se si pensa che tali questioni si sviluppano in merito a beni facilmente divisibili, si comprenderà come ancor più facilmente la comproprietà di un immobile nella maggior parte dei casi, porti a discussioni in merito alla gestione dello stesso, le quali, talvolta, non lasciano spazio ad altre azioni se non a quelle giudiziarie. Secondo quanto previsto dall’art. 718 c.c., ciascun coerede ha diritto alla parte in natura dei beni mobili ed immobili dell’eredità, salve le eccezioni espressamente previste dalla legge. In particolare, tra le eccezioni figura il caso individuato dall’art. 720 c. c., che disciplina lo specifico caso in cui l’eredità ricomprenda beni immobili non comodamente divisibili, o il cui frazionamento recherebbe pregiudizio alle ragioni della pubblica economia o dell’igiene e la divisione dell’intero non possa effettuarsi senza il suo frazionamento: in tale ipotesi, sarà individuato l'assegnatario nel comproprietario che sia titolare della quota maggiore su ciascuno dei beni immobili caduti in successione. Tuttavia, come ricordato dalla stessa Cassazione con recente pronuncia, tale ultimo criterio potrà essere applicato dal Giudice solo rispetto alle ipotesi in cui le singole unità immobiliari siano considerate indivisibili e non già ove sia invece possibile elaborare una soluzione che permetta l'assegnazione a ciascun coerede di porzioni di beni ereditari. Considerato che nel caso da lei rappresentato si fa riferimento all’attribuzione alla convenuta di tutti gli immobili in comunione tra gli eredi e non già al caso in cui un'unica unità immobiliare non sia comodamente divisibile, le sarà possibile ricorrere davanti alla Corte d'Appello contro la sentenza emessa dal Giudice del Tribunale, per al fine di ottenere la corretta applicazione delle disposizioni di cui sopra.
Avvocato Giuseppe Bassu
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