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Sassari

«Ius soli, una battaglia comune di civiltà»

«Ius soli, una battaglia comune di civiltà»

L’assemblea civica approva compatta un odg di Simone Campus sui diritti di cittadinanza

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SASSARI. «Una battaglia di civilità. Per tutti. Su una materia che tutti riguarda. Perché riguarda bambini che conoscono la nostra lingua perché è la loro lingua. Giocano con i nostri figli perché sono compagni di scuola. Entrano nelle nostre case, nelle nostre associazioni, nelle nostre chiese. E, a volte, nelle nostre famiglie fidanzandosi e sposandosi con noi». Così Simone Campus (Pd) ha con passione illustrato l’ordine del giorno sullo “Ius soli”, il diritto di cittadinanza per i figli di immigrati nati in Italia, approvato all’unanimità dal consiglio comunale.

«Noi sappiamo – ha spiegato Campus – che sempre di più molti stranieri hanno eletto la sede del loro domicilio nel nostro paese, decidendo di venirci a lavorare e far crescere qui le loro famiglie. Queste persone hanno figli che sono pienamente integrati. Sono uguali a noi però al compimento dei 18 anni sono spogliati dai loro diritti perché non sono cittadini italiani. Per ora non si è mai fatto nulla per garantire questi diritti. Sappiamo bene quali sono le competenze e non crediamo grandi cose. Chiediamo solo al presidente del consiglio che questo ordine del giorno venga trasmesso a chi ha il compito di legiferare, perché veda che, da basso e nel nostro piccolo, qui si combatte una battaglia di civiltà».

Un tema a cui è seguita una articolata e interessante discussione. Alla fine della quale è arrivata l’unanime approvazione.

Assolutamente favorevole Pierpaolo Bazzoni (Pd): «É un voto opportuno, per aiutare a scrivere una legge seria sul diritto di cittadinanza. Perché lo sviluppo di un paese passa soprattutto attraverso i diritti civili». Sulla stessa linea Nicola Lucchi (Sassari è): «Il nostro appoggio è scontato. Se questo dialogo di oggi lo facciamo diventare consapevolezza politica di chi è chiamato ad amministrare Sassari, ecco allora non sarà tempo sprecato parlare di questi temi». Più sfaccettato l’intervento di Antonio Sassu (SpC): «Il problema è delicato. E lo dimostra il fatto che l’Europa non ci chiede niente a proposito. Se poi parliamo di diritti e integrazione non è detto che si passi da questo canale per ottenerli». Per Giuseppe Mascia (M5S): «Il tema è enorme e proprio perché è enorme impone cautela. Non dobbiamo avere fretta. Però è un tema che ci e mi riguarda ogni giorno. E non è vero che perdiamo tempo. Anzi, io speravo quando sono entrato in questa assemblea, che ci fossero momenti dedicati a discussioni di questa portata». «Non vorrei che passase l’idea – ha sottolineato Lalla Careddu (Ora Sì)– che stiamo perdendo tempo. In quest’aula oltre che di marciapiedi e lavoro parleremo di sessualità, sessismo, gay e lesbiche, diritti dei bambini, degli anziani, degli studenti, delle donne. Perché noi vogliamo volare alto. E in alto voleremo». (g.bua)

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