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Un nuovo tetto per le tombe di Sa Pala larga

Un nuovo tetto per le tombe di Sa Pala larga

A Bonorva intervento urgente contro il degrado della necropoli. Già pronto un esposto alla Procura

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BONORVA. La necropoli di “Sa Pala larga”, all’interno del “Compendio Mariani”, in una zona quasi irraggiungibile con i normali mezzi di locomozione, sulla quale pesa comunque, come ha tenuto a precisare il sindaco Giammario Senes, un assoluto divieto d’accesso sia a piedi che in macchina, è tornata alla ribalta della cronaca per la denuncia sulle condizioni di inagibilità fatta dal deputato Mauro Pili, che ha parlato di “disastro archeologico senza precedenti”, sia per la segnalazione dei quattro componenti della minoranza di “Unidos” in consiglio comunale che hanno preannunciato una denuncia alla Procura della Repubblica. La situazione della struttura di grande rilevanza storica che, secondo alcuni studiosi la pone ai primi posti fra le più importanti necropoli del Mediterraneo, è indubbiamente precaria e chiaramente in uno stato di abbandono che ha fatto “gridare allo scandalo” quanti hanno sfidato i divieti per controllare di persona lo stato dei luoghi. Le splendide “domus de janas”, scoperte nel 2002, in mancanza degli interventi necessari per renderle fruibili al pubblico e per evitare l’azione distruttrice degli scavatori clandestini, fin da 2007, erano state sigillate con la stesura di una fragile copertura protettiva, che avrebbe dovuto salvaguardare il piccolo museo a cielo aperto. Un autentico tesoro che sicuramente dovrebbe essere protetto maggiormente o “dissepolto”, per offrirlo all’osservazione di visitatori e studiosi. Del problema era stato interessato anche il sottosegretario ai Beni culturali e turismo, Francesca Barracciu, che il 29 marzo si era recata sul posto per verificare la condizione delle sette Domus de Janas di Sa Pala Larga ed eventualmente attivare “una pronta messa in sicurezza delle stesse”. Un intervento urgente che ha impegnato gli uffici della Sovrintendenza nello studio di una possibile soluzione che sicuramente presenta un costo al momento non facilmente ottenibile. L’attività di protezione della necropoli non è comunque caduta nel vuoto. Una ditta specializzata ha già fatto un sopralluogo e nei prossimi giorni, in attesa di successivi finanziamenti che ne facilitino il totale recupero funzionale, dovrebbe iniziare la predisposizione di una copertura più adeguata e sicura dello stupendo monumento funerario sul cui degrado non si può discutere e per il quale è necessario comunque definire, con estrema urgenza, un intervento immediato. Un discorso che dovrebbe coinvolgere non solo il ministero dei Beni culturali e turismo ma anche la Soprintendenza e la Regione che hanno il compito di tutelare questo patrimonio storico e archeologico di notevole importanza, vecchio di oltre 5.000 anni e “suggellato per sicurezza”. Come dire sepolto per la seconda volta.

Emidio Muroni

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