Igino Panzino al Wilson project
Oggi si inaugura l’Antologica dedicata all’artista sassarese nel cuore del centro
SASSARI. «Igino Panzino è un artista parlante (ci sono anche quelli afoni e quelli muti). Leggete i suoi testi, da quelli che accompagnavano le personali degli anni Settanta e Ottanta sino all'ultimo scritto per questa Antologia breve e troverete serietà, consapevolezza e una buona dose di ironia». Così Dario Costa, artista sassarese classe '77, fondatore e appassionato curatore del Wilson project space, un centro culturale dedicato alla ricerca e alla sperimentazione, che da questa sera alle 19 ospiterà una Antologica breve dedicata all'artista sassarese, che comprenderà un'installazione con 4 lavori, uno per ogni decennio, partendo dagli anni '70 fino al 2000.
Il tutto in un luogo ospite di interventi, incontri, residenze e di artisti per lo più emergenti, sia a livello locale che globale. Una piattaforma indipendente e autofinanziata per la divulgazione dell'arte contemporanea che Costa ha deciso di spostare da qualche mese nel cuore del centro storico, in via Scano 9/b. A pochi passi da dove nel 1974 proprio Igino Panzino aveva partecipato alla sua prima mostra personale, alla galleria “Il Cancello” in Largo Cavallotti.
E il nuovo spazio si aprirà questa sera all'ennesima sperimentazione «Quando abbiamo aperto il Wilson – spiega Costa – ci eravamo detti che avremmo voluto uno spazio aperto alla sperimentazione, al dialogo con il territorio, indipendente non solo nel senso istituzionale ma anche rispetto a un sistema dell'arte troppo svelto e superficiale nel decidere il cool e l'uncool. Uno spazio dedicato al contemporaneo, un presente che, come l'Allegoria della Prudenza di Tiziano, include passato e futuro. In due anni di attività il Wilson ha portato a Sassari artisti e artiste di tutte le età, dalla Sardegna, dall'Italia, dal mondo, tutti quelli che abbiamo trovato interessanti, e abbiamo pensato potessero dare e dire qualcosa. Panzino è sicuramente uno di questi».
Panzino nasce a Sassari il 18 giugno del 1950. Studia all'istituto statale d'arte sotto la direzione di Mauro Manca. Inizia la sua attività nei primi anni '70 muovendo dall'idea di un'opera d'arte intesa come prodotto di un linguaggio peculiare e autonomo, dotato di infinite possibilità espressive, con la realizzazione di strutture tridimensionali di impianto geometrico neocostruttivista; negli anni '80 si dedica alla pittura trasferendo la stessa impostazione progettuale in una ricerca di genere analitico. A partire dal 1996 realizza una serie di lavori pubblici tra Alghero, Nuoro, Berchidda, il Gal Anglona-Monteacuto, Tortolì e Carbonia.
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