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Nughedu San Nicolò, abitanti in rivolta contro Abbanoa

Nughedu San Nicolò, abitanti in rivolta contro Abbanoa

Basta con il “disordine” nella gestione del servizio idrico. L’appello questa volta arriva da Nughedu, comune dove da qualche giorno vige un divieto di uso alimentare dell’acqua che sgorga dai...

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Basta con il “disordine” nella gestione del servizio idrico. L’appello questa volta arriva da Nughedu, comune dove da qualche giorno vige un divieto di uso alimentare dell’acqua che sgorga dai rubinetti delle case, e giunge dall’ex assessore Tore Succu che chiama in causa il gestore idrico Abbanoa Spa e invita il Comune a convocare urgentemente un tavolo tecnico per verificare la gestione del servizio e per valutare l’ipotesi di rivedere le condizioni di sfruttamento delle sorgenti comunali. Come la fonte di Lacherra, «costruita nel 1929 - dice Succu – ma oggi sparita tra i rovi tanto da non essere individuata neanche da chi ne conosce la sua posizione» e «i serbatoi di San Fiorenzo, con relative sorgenti (Funtana Idda, che porta l’acqua anche alla fontana della piazza), che da anni non vengono puliti ne svuotati dai detriti». Fonti in totale abbandono, mentre nel contempo «Abbanoa distribuisce l’acqua dalla diga di Pattada, che in periodi di magra come quest’anno aiuta e sopperisce alla portata minima delle sorgenti che comunque, durante la maggior parte dell’anno basterebbero al fabbisogno idrico del paese».

Il quesito che Tore Succu pone è quindi questo: quale acqua si sta usando in questo periodo in paese? Quale acqua, quindi, è quella inquinata? Quella delle sorgenti o quella della diga? Entrambe possono diventare torbide, dice infatti Succu: basta che si abbassi il livello nei serbatoi (o nel lago) o che ci siano perdite nelle tubature per avere come risultato la presenza di fango o altre impurità che poi rendono l’acqua non potabile. «Giusti l’ordinanza della amministrazione e il richiamo ad Abbanoa - dice - ma non basta: il gestore idrico deve essere più presente, anche con l’apertura in paese di uno sportello almeno una volta al mese, e deve valorizzare le sorgenti comunali, che gli sono state “regalate” come bene pubblico. Non è più ammissibile che il gestore faccia quello che vuole e che sia presente solo per le bollette». (b.m.)

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