La Nuova Sardegna

Sassari

«Sono all’estero per risolvere i guai»

di Gianni Bazzoni
«Sono all’estero per risolvere i guai»

Parla Marco Carboni, il titolare dell’agenzia sparito dalla fine di agosto: «Non sono un bandito, non ho i soldi da restituire»

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SASSARI. Non si sente un truffatore. E dice di non essere scappato ma di trovarsi all’estero solo per cercare di risolvere i problemi. Si difende Marco Carboni, il titolare dell’agenzia di viaggi «Daila Tour» che nei giorni scorsi è stato denunciato per truffa e appropriazione indebita da una cinquantina di clienti che hanno versato in anticipo le somme per un viaggio-vacanza in Slovacchia, Repubblica Ceca e Ungheria che non c’è mai stato.

La risposta di Carboni arriva via mail, scritta in un italiano che - come era già avvenuto in precedenza per altre comunicazioni alle persone che ritengono di essere state truffate - appare piuttosto approssimativo e, forse, frutto di un testo tradotto su Google, come se prima fosse stato scritto in una lingua straniera e poi attivata la traduzione automatica della pagina, quindi con termini che inevitabilmente assumono un significato non corretto in quel contesto.

«Non mi sono fatto bandito – così è scritto nel messaggio che arriva direttamente dal mittente “Daila Tour” – e ho dovuto sporgere denuncia all’estero alle persone alle quali ho versato i soldi per il viaggio perché hanno fatto lo storno della fatture al 100 per cento. Siccome la procedura è lunga, in questi casi ho consigliato ai clienti (visto che hanno rifiutato di accettare un altro viaggio) di fare domanda di rimborso al fondo di garanzia. Io purtroppo non ho la possibilità di versare di tasca mia i soldi». Già, ma che fine hanno fatto quei soldi?

Nel tentativo di spiegare la grave situazione che si è venuta a creare e che è all’attenzione della procura della Repubblica (soldi spariti, viaggio annullato e agenzia di viaggio chiusa), Marco Carboni cerca di “scaricare” responsabilità su «qualcuno dei clienti che ha preteso di viaggiare gratis, lui e la moglie, e ha fatto andare fuori budget la vacanza. Molti hanno invece pagato in ritardo il costo del viaggio causando inevitabili problemi». Infine il riferimento alla sua (ex) compagna Dagmar Gallova (anche lei citata nella denuncia presentata in Procura) «che non c’entra niente nella storia, lei non era neanche in organico da aprile 2014: mi ha solo aiutato con la lingua straniera e basta».

Come si può capire, Marco Carboni non chiarisce gli aspetti della intricata vicenda. Soprattutto, fa riferimento a situazioni che - al momento - non risultano. Dalle ricevute in possesso dei denuncianti, infatti, emerge che le somme sono state versate per intero dai componenti del gruppo che ha acquistato il pacchetto-vacanze. La seconda rata - da parte di alcuni - sarebbe stata depositata con qualche giorno di ritardo perché il 25 luglio (termine ultimo) - così come risulta dalla denuncia - «l’agenzia era chiusa fino alle 12,30, impedendo quindi il regolare pagamento. Tutti i saldi, comunque, seppure in momenti diversi, sono stati corrisposti dai partecipanti».

Il tour era stato annullato direttamente da Marco Carboni - sempre stando a quanto specificato nella denuncia -e il 17 settembre, il titolare della Daila Tour aveva comunicato (via mail) di essere a Bratislava «per recuperare i vostri soldi».

Dai primi accertamenti, tra l’altro, risulterebbe che uno degli alberghi che avrebbe dovuto accogliere il gruppo di vacanzieri - l’Hotel Bratislava - aveva ricevuto solo 150 euro rispetto al maggiore importo dovuto. Ciascuno dei clienti aveva versato, in due rate, circa 750 euro e l’appuntamento finale per ritirare i biglietti e gli altri documenti del viaggio era fissato per il 28 agosto. Quel giorno, però, il piccolo ufficio di Corso Vittorio Emanuele 161 era già chiuso. Impossibile contattare al telefono il titolare della «Daila Tour» che risultava già all’estero. Risposte parziali sono arrivate solo via mail, ma nessuna possibilità di riavere indietro i soldi versati. Poi sono cominciate le sorprese che hanno reso ancora più evidente la possibile truffa: dalle verifiche è emerso che Marco Carboni non risulta abilitato alla conduzione di una agenzia viaggi, così come sarebbero state accertate altre irregolarità che sono state portate all’attenzione della Procura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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