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Sassari

Vecchio carcere negato alla pièce sulla sua storia

di Vincenzo Garofalo
Vecchio carcere negato alla pièce sulla sua storia

Ancora un rifiuto a “Il gatto prigioniero” che rievoca anche il maxi pestaggio Il sindaco: ok del Demanio, no del ministero. Domani e domenica al Civico

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SASSARI. A distanza di quattordici anni, il ricordo del maxi pestaggio nel carcere di San Sebastiano, avvenuto il 3 aprile del 2000, crea ancora imbarazzo al ministero della Giustizia. Il disagio provocato dalla citazione di quell’insana ondata di violenza in un testo teatrale potrebbe essere la vera causa del rifiuto all’uso del cortile della vecchia prigione sassarese per la rappresentazione della pièce “Il Gatto prigioniero”, testo teatrale scritto dal giornalista Cosimo Filigheddu, in cui si ripercorre, tra umorismo e dramma, la storia degli ultimi cinquant’anni dell’antica struttura penitenziaria. Tra gli eventi che hanno scandito il tempo a San Sebastiano è compresa la drammatica giornata di follia e sangue che quattrodici anni fa marchiò il carcere di San Sebastiano come uno dei peggiori del Paese.

Già due volte nel corso degli ultimi mesi era stata negata all’opera (che è ambientata totalmente all’interno dell’ex carcere di Sassari) l’onore di essere rappresentata nei luoghi per cui è stata scritta: in primavera l’autore Filigheddu e la compagnia teatrale “Teatro Sassari” avevano cullato, invano, l’idea di dare vita alla commedia nel suo scenario naturale, approfittando delle giornate nazionali del Fai, in cui l’edificio ottocentesco di San Sebastiano era stato aperto al pubblico. Niente lasciapassare nemmeno quest’estate, quando “Il gatto prigioniero” era andato in scena nel carcere di Fornelli, all’Asinara, e nell’ex colonia penale di Tramariglio, nel Parco di Porto Conte, ma non nell’ex penitenziario di Sassari.

Anche ora che l’antica struttura è passata nelle mani del Demanio, la risposta non è cambiata. È sempre un no che lascia l’amaro in bocca. Ufficialmente il diniego è giustificato dal fatto che una piccola porzione dell’edificio è ancora in uso al ministero per attività penitenziaria. «Abbiamo proposto di transennare le aree non accessibili e ci siamo fatti garanti per vigilare affinché nessuno potesse arrivare nelle zone interdette», ha spiegato il sindaco, Nicola Sanna, durante la conferenza stampa di presentazione del programma “Autunno a teatro”, organizzato dalla compagnia Teatro Sassari, e che vede proprio come prima opera in cartellone, domani e il 5 ottobre al Teatro Civico, “Il gatto prigioniero”.

«Abbiamo avuto anche il nullaosta del Demanio per l’utilizzo del cortile, ma non l’ok del Ministero. Aspettiamo di poter usufruire di quello spazio per restituirlo alla città, stiamo cercando di raggiungere un accordo per trasformare un’ala della struttura in un museo che ripercorra la storia del carcere, e che resti a memoria di ciò che quell’edificio ha rappresentato per Sassari, per oltre un secolo».

Amareggiati anche il presidente di Teatro Sassari, Mario Lubino, e l’autore Cosimo Filigheddu: «Prima di tutto mi sento onorato che questo mio lavoro si stato scelto come simbolo di un’operazione importante per la città come il recupero del carcere di San Sebastiano», commenta Filigheddu. «Certo dispiace che la commedia non possa essere rappresentata nel suo scenario naturale, ma io non voglio pensare che sia stato l’uso della struttura perché nel testo si rievocano i fatti del 2000. La mia non è una commedia politica, quell’episodio è narrato in maniera molto morbida, senza alcun fine politico, appunto».

La rappresentazione di sabato 4 ottobre, alle 21, sarà preceduta da una tavola rotonda moderata dal giornalista Pasquale Porcu per discutere di urbanistica e di utilizzo della struttura. Parteciperanno il sindaco Nicola Sanna, il sostituto procuratore della Repubblica Gianni Caria, l'architetto Sandro Roggio.

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