Applausi a Fiorano per “Su trapperi”
OZIERI. «È stata una trasferta molto piacevole e gradita sia per noi e sia per gli ospiti che ci hanno ancora una volta accolto a braccia aperte nel Circolo dei sardi di Fiorano e nelle loro case»,...
OZIERI. «È stata una trasferta molto piacevole e gradita sia per noi e sia per gli ospiti che ci hanno ancora una volta accolto a braccia aperte nel Circolo dei sardi di Fiorano e nelle loro case», dice al rientro in città una brillante protagonista della Compagnia delle Donne, una delle istituzioni culturali cittadine di maggior pregio.
Nel teatro Ariston di Fiorano (da anni gemellata con Ozieri in quanto tanti sono i logudoresi che vi risiedono e dove si sono affermati nel lavoro ed in ambito sociale) le nove brave attrici, guidate in sala di regia da Salvina Ticca, hanno presentato al solito entusiasta, folto pubblico composto non solo da sardi, la piece "Su trapperi", un rifacimento in limba di un noto lavoro di George Feydeau. Applausi scroscianti e risate a non finire anche a scena aperta.
«Ciò che ci ha maggiormente commosso è l'affetto sincero che i soci e dirigenti del Circolo, in particolare l'ozierese Giulio Pittalis e l'ittireddese Mario Ledda, ci hanno mostrato. Ma non sono mancati a più riprese - dicono alla Compagnia - i segnali di simpatia nei nostri confronti anche da parte degli Emiliani che in tanti hanno pure partecipato all'assaggio di prodotti tipici della nostra isola e alla grande grigliata approntata al nostro rientro dall'interessante escursione fatta a Mantova e lungo le rive del fiume Mincio».
«Al momento dei saluti ci è stata strappata la promessa di tornare con una nuova commedia quanto prima a Fiorano. Abbiamo detto che faremo di tutto per poterci nuovamente incontrare sempre in fraterna solidarietà e con l'uso immancabile della nostra amata lingua materna», conferma un'altra interprete de "Su trapperi".
Gerolamo Squintu
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
