La vincitrice: graduatoria da rifare
Tar, i legali della ricercatrice chiedono l’applicazione della sentenza
SASSARI. La vera vincitrice del concorso riposizionato dal Tar dopo un caso di parentopoli chiede l'esecuzione della sentenza. La ricercatrice Martina Giuffrè attraverso i suoi legali ha inviato un ultimatum alle autorità accademiche sassaresi. E tutto ciò perché finora manca qualsiasi notifica di un eventuale ricorso in secondo grado di giudizio, preannunciato ma non arrivato nei termini ai destinatari.
In aprile il Tar aveva ritenuto irregolare la posizione della prima classificata, figlia di un docente della stessa università, annullando non le prove ma solo la graduatoria. «La candidata risultata vincitrice Rossella Castellaccio - si erano soffermati a spiegare i giudici - non avrebbe mai dovuto venire ammessa perché la proposta d'avvio della procedura è stata approvata con delibera del Consiglio della facoltà di lettere della quale all'epoca il padre Angelo era vicepreside: e rimase in tale ruolo fino al 30 giugno 2012». «Pertanto - avevano rilevato - sia al tempo dell'approvazione sia al tempo della pubblicazione del bando e delle domande per partecipare sussisteva incompatibilità». Per l'esattezza, una violazione della legge Gelmini: nella parte che prevede l'esclusione da certi incarichi di chi si trova in determinati rapporti familiari con dirigenti e professori già in servizio. Da qui l'ordine perentorio del Tar: «L'amministrazione universitaria dovrà adottare un nuovo provvedimento di nomina del vincitore e di approvazione della graduatoria».
Scontato, dunque, il passaggio al primo posto di Martina Giuffrè, a suo tempo piazzatasi seconda con un solo punto di scarto. Dall'ufficio legale dell'ateneo, guidato dall'avvocato Rosanna Ruiu, era stato annunciato appello: un passo a cura dell'Avvocatura generale dello Stato di Roma. Però i tempi per ricorrere al secondo grado sono abbondantemente scaduti. Così ora da Sassari stanno chiedendo informazioni sull’accaduto.
«Ma in realtà ci sono solo due possibilità - osservano gli avvocati Giulia e Giuseppe Andreozzi - O c'è stato qualche improbabile disguido nelle notifiche o l'Avvocatura, che valuta in maniera discrezionale il da farsi, ha deciso di non appoggiare la richiesta dell'ateneo sassarese». A questo punto comunque è inevitabile, secondo i legali, l'esecuzione della sentenza del Tar. E perciò l'assegnazione a Martina Giuffrè dell'incarico triennale in Demo-etno-antropologia nel polo umanistico universitario. (pgp)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google