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Addio a Balboni, maestro dell’Anatomia italiana

Addio a Balboni, maestro dell’Anatomia italiana

SASSARI. Nei giorni scorsi è mancato a Firenze il prof. Giuseppe Carlo Balboni, maestro dell'Anatomia Italiana, che aveva trascorso una parte della sua carriera accademica nella nostra città. Nato a...

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SASSARI. Nei giorni scorsi è mancato a Firenze il prof. Giuseppe Carlo Balboni, maestro dell'Anatomia Italiana, che aveva trascorso una parte della sua carriera accademica nella nostra città.

Nato a Ferrara nel 1923, professore ordinario dal 1964 fu Direttore dell'istituto di Anatomia di Sassari e Firenze. Si può dire che Balboni ha formato generazioni di medici, non solo quelli usciti dalla Facoltà di Medicina e chirurgia di Sassari e di Firenze, ma anche quelli, ben più numerosi, che hanno studiato sui suoi libri. Egli è stato, infatti, autore di importanti manuali e numerose monografie. Per un lungo periodo è stato prima segretario e poi presidente della Società Italiana di Anatomia e membro di Associazioni di Anatomia nazionali ed internazionali.

Quando giunse a Sassari, era la seconda metà degli anni '60 ed erano tempi di vivace ricerca e passione accademica. Erano i tempi in cui veniva completata la gloriosa Aula Ciardi Duprè, luogo di incontro, studio e diffusione della scienza, in cui Balboni faceva arrivare a Sassari il primo microscopio elettronico. Per molti medici, allora studenti, è stata una esperienza unica ascoltare le sue lezioni di Istologia ed Embriologia e di Anatomia nell'Anfiteatro anatomico, e le lezioni in sala dissettoria. Al suo ritorno a Firenze insieme ai suoi "allievi sassaresi", riprese un periodo di fervida attività didattica e di ricerca. Sul filone della scuola fiorentina meritano essere citate le ricerche sull'apparato genitale femminile, sullo stroma, soprattutto stroma ovarico, le ricerche innovative sulla mucosa olfattiva.

Molta attenzione e passione Balboni dedicò anche all'arte, realizzando disegni e sculture , che sono state anche oggetto di mostre personali e collettive dei medici artisti. Le sue sculture hanno trovato collocazione in diverse sedi, anche a Sassari, nel complesso biologico della Facoltà medica. L'uomo e la figura umana era sempre al centro dei suoi studi, anche artistici, vista in modo sempre più schematico, essenziale e spinta nel movimento, in un anelito di ricerca del bello e delle vette più alto dello spirito.

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