Nuova schiusa di tartarughe a Platamona

Le caretta caretta nate di nei giorni scorsi sono state prese in consegna dal Crama e liberate al tramonto

SORSO. L’attesa degli ultimi giorni è stata premiata. Gli specialisti lo avevamo detto. «Potrebbero essere le fasi iniziali di una schiusa più consistente» e così è stato. Fra sabato e domenica, 13 nuove tartarughine sono sbocciate lentamente nella spiaggia di Platamona, al quinto pettine. Con le schiuse di venerdì e sabato il conto delle creaturine nate lungo il litorale di Sorso sale a 21. Quelle emerse durante la schiusa diurna di ieri sono state trattenute in contenitori termici per poi essere liberate al tramonto. Forestale e associazione Crama monitorano la situazione e tengono a bada i curiosi 24 ore su 24.

Domenica mattina al quinto pettine è un via vai di curiosi, alcuni bagnati e molti accorsi appositamente per prendere parte a uno spettacolo della natura cui non capita spesso di assistere. Reflex, telecamere e smartphone sono a fuoco sul bastoncino di legno che indica il punto sotto il quale si trova il nido, pronti a immortalare per sempre immagini e reazioni della prima nidiata di “caretta caretta” nel nordovest dell’isola. Il copione è sempre lo stesso: un attimo di spaesamento non appena fanno capolino nella sabbia, e poi via di gran carriera alla ricerca del mare come fossero caricate a molla. Un istinto naturale che però viene smorzato in anticipo dagli specialisti del Crama (Centro recupero animali marini Asinara), che in caso di schiuse diurne tengono le tartarughine al riparo fino a sera, evitando loro di finire in pasto a gabbiani, cormorani o cornacchie. Solamente ieri mattina sono nati altri 10 esemplari. La prima tartarughina ha fatto capolino intorno alle 7,40. Poi la seconda a distanza di un’ora. Dopo di che la sabbia ha partorito una caretta più o meno ogni 20 minuti. L’ultima è uscita alle 12 circa. Le prime 7 sono state avvistate da una famiglia bergamasca venerdì mattina, intorno alle 11, mentre arrivavano in spiaggia. L’ottava è quella vista spuntare dalla sabbia da un pescatore di Sorso, Francesco Sisini, che ha subito avvertito la Forestale. «È fondamentale che arrivino da sole all’acqua – spiega la responsabile di Crama, Laura Pireddu – altrimenti significherebbe andare contro natura: hanno bisogno di muoversi autonomamente per prendere confidenza con l’ambiente esterno». Il gruppo di Crama è giovane (nato nel 2009), collabora con l’Ente parco Asinara, ed è formato da naturalisti, veterinari e biologi altamente specializzati e coadiuvati da altri collaboratori. L’associazione si occupa di ricovero e riabilitazione di tartarughe ferite e svolge anche attività collaterali come corsi teorici e pratici sui temi della difesa ambientale. Venerdì sera, i primi ad arrivare sul posto sono stati gli uomini della Forestale, guidati dal commissario del servizio vigilanza Antonio Sanna. A loro compete – giorno e notte - l’arduo compito di proteggere la zona e tenere lontani i curiosi.

Salvatore Santoni

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