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Padre Antonio Cugusi diventa cittadino onorario di Ittiri

di Vincenzo Masia
Padre Antonio Cugusi diventa cittadino onorario di Ittiri

ITTIRI. Per quanto convocata in sessione ordinaria, l’ultima riunione di consiglio comunale verrà ricordata in paese come un evento straordinario. La comunità ha scelto un momento istituzionale, il...

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ITTIRI. Per quanto convocata in sessione ordinaria, l’ultima riunione di consiglio comunale verrà ricordata in paese come un evento straordinario. La comunità ha scelto un momento istituzionale, il conferimento della cittadinanza onoraria, per ringraziare e salutare il parroco di San Francesco, padre Antonio Cugusi, che ha dedicato 23 anni della sua missione apostolica alla comunità. Padre Antonio si appresta a tornare a Fonni, il suo paese di origine, ma porterà Ittiri nel suo cuore. E nel cuore di ogni ittirese ci sarà uno spazio per “l’umile servitore dei più deboli”, quale è stato il sacerdote per tutto questo tempo. Quando il sindaco Tonino Orani ha invitato padre Antonio a prendere posto accanto a lui, il frate si è visibilmente commosso per l’affetto tributatogli dai consiglieri e dal numeroso pubblico presente. Padre Antonio Cugusi è stato accompagnato da monsignor Mario Simula, in rappresentanza dell'arcivescovo e da padre Salvatore Murittu, responsabile della comunità di recupero “S'Aspru”. «Padre Antonio è diventato un caro amico e un valido supporto nell’azione di contrasto alla povertà – ha esordito il sindaco – . Egli non si è mai tirato indietro, ha percorso la via del Vangelo con assoluta dedizione ai suoi e nostri concittadini in una gara di solidarietà che gli fa onore. Il suo operato, sia in ambito materiale che spirituale, ha segnato profondamente la nostra comunità e non sarà facile colmare il vuoto che lascerà dopo la sua partenza». Dopo il Sindaco quasi tutti i consiglieri presenti hanno voluto ringraziare il padre spirituale, l'amico, il sostegno morale nei momenti difficili. «È un onore conferire questo riconoscimento», ha dichiarato l’assessore Gianni Simula. Ha fatto eco il capogruppo Giommaria Pinna, che ha definito l’attestato «un atto reciproco di affetto». «Non so se merito tutto questo – ha dichiarato padre Antonio – ma sono certo che oggi questo forzato distacco mi mette a dura prova. Quanto, nell’umiltà sono, riuscito a donare è frutto anche del sostegno che mi venne da don Merella e padre Pietro, nei primi anni del mio sacerdozio. Ho cercato di essere sempre presente in tutte le circostanze che hanno richiesto la mia presenza e il mio aiuto. In occasioni di gioia e di dolore. Deus bo lu paghet».

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