La Nuova Sardegna

Sassari

Incendio carbonizza la condotta idrica, Semestene all’asciutto

di Emidio Muroni

Il tubo esterno era stato piazzato da Abbanoa un anno fa Inutili le proteste, il sindaco allerta la prefettura

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SMESTENE. Da oltre quindici giorni gli abitanti non possono utilizzare l’acqua proveniente dalla rete idrica pubblica a causa di un guasto nella rete di adduzione proveniente dal Temo costituita, per oltre un chilometro e mezzo, da un tubo di polietilene che, oltre un anno e mezzo fa, è stato “poggiato” superficialmente, in parte a bordo della strada vicinale di “Boretalzu” e in parte all’interno di terreni di proprietà privata. Una sistemazione provvisoria dissero nell’occasione i tecnici di Abbanoa, che assicurarono comunque un pronto intervento per evitare ogni possibile rischio di danneggiamenti, più o meno dolosi.

Alle parole non sono però seguiti i fatti e il risultato si è visto. Ed è bastato un incendio di modeste proporzioni, scoppiato improvvisamente quindici giorni fa, per far andare in fumo i pascoli ma anche per liquefare grandi tratti della tubazione superficiale, interrompere il flusso dell’acqua e togliere a tutto il paese la possibilità di utilizzare un bene primario indispensabile. I rubinetti sono rimasti all’asciutto e i pochi volontari provvedono ora, non senza difficoltà, e a proprio rischio per l’eventuale non potabilità delle acque di sorgente, a rifornire le proprie abitazioni, almeno per le prime necessità, con un carico di bidoni e fiaschette di ogni tipo. Ciò che desta preoccupazione e meraviglia è il fatto che il problema, che purtroppo ha avuto un pesante riscontro nei fatti, era stato segnalato più volte dall’amministrazione comunale guidata da Stefano Sotgiu che, non avendo avuto riscontri alle diverse ordinanze e solleciti, aveva denunciato Abbanoa alla Procura della Repubblica e al prefetto di Sassari. Del fatto era stata interessata anche la magistratura che, il 12 aprile scorso, aveva condannato Abbanoa all’immediato ripristino della condotta di adduzione, con rifacimento e protezione della stessa lungo la linea, a evitare disagi alla popolazione conseguenti a episodi dolosi o calamità naturali. «Abbanoa, ancora una volta senza alcuna giustificazione, ha osservato il sindaco, non dando seguito alla sentenza del giudice, ha contribuito direttamente, pesantemente e irresponsabilmente a creare i gravi problemi che il paese deve affrontare, con pregiudizi di carattere igienico sanitario per una popolazione, costituita prevalentemente da anziani anche non autosufficienti». L’intervento messo in campo da Abbanoa che cerca di riempire il serbatoio posto a monte del paese due o tre volte al giorno, escluso il sabato e la domenica, non è sufficiente a eliminare le difficoltà degli abitanti delle zone più alte che aprono inutilmente i rubinetti dai quali, in qualche caso, fuoriesce solo aria che, ed è un’ulteriore beffa, potrebbe comunque far girare il contatore. Eppure anche il tecnico comunale aveva per tempo avvisato i tecnici di Abbanoa che il tubo di polietilene, utilizzato per un bypass necessario a collegarsi alla condotta del Temo e riparare nel frattempo i danni a quella proveniente da Scano Montiferro, sarebbe dovuto essere sistemato almeno sottotraccia, e non adagiato sul terreno. Si sarebbe così evitato il rischio di possibili infiltrazioni esterne, e di danni dovuti a fenomeni casuali, o voluti, come gli incendi che com’è noto a tutti, in Sardegna non rappresentano sicuramente un evento raro.

Intanto il sindaco, stanco di attendere un pronto riscontro alle ordinanze e solleciti, ha inviato un’informativa ad Abbanoa e al Prefetto di Sassari e denunciato nuovamente il fatto alla magistratura.

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