La Nuova Sardegna

Sassari

Servizi ai disabili, un giorno di sciopero

di Andrea Massidda
Servizi ai disabili, un giorno di sciopero

Genitori e dipendenti della Genesi sul piede di guerra. La Cgil: «Si sta utilizzando la crisi per smantellare lo stato sociale»

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SASSARI. In piazza per garantire il diritto allo studio degli studenti disabili iscritti alle scuole superiori del Sassarese. Ieri pomeriggio, nella sede della Cgil Funzione Pubblica, gli assistenti di base e gli educatori dipendenti della cooperativa Genesi - i quali, stando al contratto in proroga con la Provincia, dovrebbero e vorrebbero assicurare il fondamentale servizio - hanno deciso all’unanimità di proclamare una giornata di sciopero per protestare contro il mancato arrivo degli stanziamenti necessari ad assicurare le loro regolari prestazioni di supporto. A tre settimane dell’inizio delle lezioni, infatti, l'assistenza scolastica destinata ai 140 studenti disabili del territorio sta funzionando soltanto a mezzo regime, nel senso che per ora i soldi bastano a malapena per fornire l’ausilio di base. Con buona pace degli alunni e degli educatori. Ma - secondo voci da verificare - adesso a rischio sarebbero anche i servizi per gli scolari delle Elementari e delle Medie, di competenza del Comune. Cosa che estenderebbe il problema ad altri 200 disabili e 110 operatori. Un disastro.

L’iniziativa di incrociare le braccia segue l’avvio della cosiddetta procedura di raffreddamento dei conflitti, ossia l’atto preliminare allo sciopero: proprio ieri sono scaduti i cinque giorni previsti dalla legge per attendere una risposta della cooperativa. Risposta che, com’era prevedibile, non è arrivata. E così, davanti anche all’assordante silenzio della Regione e della Provincia, i lavoratori non hanno avuto scelta. La data esatta dello sciopero sarà comunicata nelle prossime ore, ma potrebbe essere fissata per lunedì 20 ottobre, quando sarà inscenato unsit-in davanti al palazzo che ospita la sede della Provincia, in piazza d’Italia. «Le incertezze sull'effettiva durata del servizio - spiegano Paolo Dettori e Luigi Canalis, rispettivamente segretari territoriali della Cgil Funzione pubblica e Scuola- è la motivazione che ci hanno portato a questa forma di lotta. Purtroppo al momento le risorse pare siano sufficienti soltanto sino a dicembre e, peraltro, sono state anticipate dalla Regione dalla annualità 2015, quindi non integrate e definitivamente carenti».

Va da sè che a chi non aderirà allo sciopero saranno comunque garantiti i servizi minimi di assistenza, ma la sensazione forte è che la mobilitazione coinvolgerà molti soggetti, anche quelli non direttamente interessati. Così a protestare davanti a Palazzo Sciuti potrebbero ritrovarsi anche gli studenti normodotati e i loro genitori in segno di solidarietà per i compagni di scuola meno fortunati. E a quel punto, non potrebbe nemmeno escludersi la presenza dei docenti. Per adesso l’unica cosa certa è che la lotta sarà durissima e non si fermerà nemmeno alla giornata di sciopero. «Siamo pronti a salire sui pullman per presentarci a Cagliari davanti all’assessorato regionale alla Pubblica istruzione- annuncia Dettori -, spiace dirlo, ma l’assessore Claudia Firino non ha mai risposto ai nostri appelli e sinceramente ci saremmo aspettati più sensibilità». Gli fa eco Luigi Canalis. «Se negli anni scorsi - denuncia il sindacalista - si sarebbe potuto parlare di ritardi e negligenze di burocrati, ora appare sempre più chiaro che siamo di fronte un disegno preciso da parte del governo nazionale: utilizzare la crisi per smantellare lentamente lo stato sociale, iniziando, manco a dirlo, dalle fasce più deboli della popolazione. Per questo - conclude - la nostra è una battaglia di civiltà». Ne è convinta anche Grazia Aresti, vicepresidente dell’Angsa Sassari 1, l’Associazione che tutela i diritti dei ragazzi autistici. «Ci vogliono costringere a tenere i nostri figli a casa - è il suo amarissimo commento -ma se non vanno a scuola saranno privati dell’unica vera possibilità di nscocializzare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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