Parco di Fundone, nuovo ricorso contro gli espropri
Ossi, altri proprietari hanno annunciato un’azione legale Il pronunciamento del Tar è atteso per la fine di novembre
OSSI. Si complica la vicenda degli espropri relativi ai lavori del Parco comunale di Fundone, sul quale è ancora in piedi il “top secret” imposto da sindaco e maggioranza al fine di tutelare la strategia difensiva contro i ricorsi in atto. A quello degli eredi Derudas si è ora aggiunto, infatti, un altro contenzioso, aperto dalla famiglia Piredda, proprietari di un terreno ritenuto anch’esso (come quello dei Derudas) indispensabile per la realizzazione del progetto. In ambedue i casi il Comune si è visto costretto a ricorrere all’acquisizione sanante delle aree al quale i Derudas si sono opposti, mentre i Piredda sarebbero intenzionati a farlo. Ed è la convalida della deliberazione di giunta numero 59 del maggio scorso relativa all’acquisizione dei terreni di proprietà dei Derudas che ha animato l’ultima seduta di consiglio. Il sindaco ha dato lettura integrale del lungo dispositivo che contiene la cronistoria dell’iter progettuale, deliberativo ed esecutivo dei lavori, squarciando in qualche modo la barriera del segreto, ma affermando contemporaneamente di volersi astenere dal fare commenti sulla vicenda, in quanto così consigliato dal legale dell’ente. «Il testo di questa delibera di consiglio – ha comunque precisato – sarà portato davantii ai giudici del Tar nella prossima udienza (prevista per il 26 novembre) e renderà inutile una causa promossa contro di noi da parte di alcuni cittadini nell’ambito delle procedure espropriative delle aree del Parco di Fundone».
Ha dato poi seguito alla lettura del testo senza interruzioni o commenti, ma sottolineando col tono della voce alcuni passaggi. Diversa la posizione dei due gruppi di opposizione. I due consiglieri del Gruppo Autonomo (Canu e Muresu) hanno reagito con un’assenza a quanto pare “strategica”; mentre il gruppo “Uniti per Rinnovare”, per voce del capogruppo Cassano, si è dissociato non senza fare un intervento alquanto critico. «Noi siamo per fare gli interessi dei cittadini – ha detto tra l’altro (ma poco prima l’aveva detto anche il sindaco Lubinu) –. Non vogliamo essere coinvolti in procedimenti discutibili anche perché, dopo la questione pregiudiziale e sospensiva approvata dalla maggioranza, siamo impediti materialmente di parlare di Fundone sino a dopo il pronunciamento del Tar previsto per il 26 novembre. Stranamente – ha aggiunto – oggi la maggioranza, dopo aver impedito la discussione delle mozioni della minoranza, fa marcia indietro e ne riparla approvando un provvedimento che è una sanatoria della delibera di giunta».
Il caso Fundone non si è però esaurito con la discussione di questo punto, su cui la maggioranza si è espressa compatta a favore. Si è infatti proceduto alla permuta di una proprietà del Comune sita in via Deledda in cambio di un’altra nell’area di Fundone e si è poi successivamente approvato il regolamento per la gestione del parco. Intanto, mentre i tempi per la fine lavori si allungano, i coniugi Piredda, ricorrenti contro il Comune per l’esproprio di un loro terreno, hanno inviato a tutti i consiglieri comunali un’informativa sulla loro vicenda, cui ha fatto seguito una puntigliosa replica del sindaco.E il segreto diventa di Pulcinella.
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