La Nuova Sardegna

Sassari

Cerimonia in memoria dei bambini del Cantaro

di Barbara Mastino
Cerimonia in memoria dei bambini del Cantaro

Rievocata la strage provocata dall’esplosione di una mina 65 anni fa La targa dedicata ai martiri, i momenti musicali e la rappresentazione teatrale

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OZIERI. Una storia per tanti anni dimenticata da ieri fa parte integrante della memoria degli Ozieresi. È quella dei martiri del 9 febbraio 1949, cinque bimbi morti nei pressi della scuola Giuseppe Garibaldi per la deflagrazione di una mina abbandonata dopo la fine della guerra. La vicenda è stata ricordata ieri, dopo 65 anni di oblio pressoché totale, grazie a una cerimonia e una festa svoltesi al Cantaro per idea di Piera Farina, figlia di una testimone dei fatti e prima a narrare in un racconto la storia dei bimbi, con il supporto tecnico dell’associazione Tottumpare, il contributo di Lions e Rotary, il patrocinio del Comune e la collaborazione e partecipazione delle forze dell’ordine: unità cinofile anti esplosivi, carabinieri, guardia di finanza. Una cerimonia semplice, iniziata con il saluto del sindaco Leonardo Ladu che ha colto l’occasione per annunciare l’intitolazione dei locali dell’ex palestra del Pinceto, dove dopo l’ultima ristrutturazione sorgerà il Centro di Salute Mentale, saranno intitolati ai cinque bimbi: una richiesta che era arrivata dal comitato spontaneo “Piccoli angeli dimenticati” nato a Ozieri dopo la pubblicazione della storia su la Voce del Logudoro. Le parole del sindaco sono state accompagnate dalle brevi parole di Piera Farina e del superstite Angelo Mastino e seguite dalla benedizione della targa in trachite donata dal Lions Club da parte del vicario episcopale monsignor Gavino Leone e dalle note del Silenzio eseguite dal giovanissimo trombettista Martino Mastrovito, undicenne sassarese di grande talento. La targa è stata posizionata nella parete della scalinata che sta di fronte alla nuova scuola del Cantaro, che nel 1949 non esisteva ancora e che sorge dove un tempo c’erano la vecchia palestra e degli alberi di eucalipto: uno su tutti, il più grande, venne semidistrutto dall’esplosione del 9 febbraio, e dopo essere rimasto lì per vari anni fu estirpato prima della costruzione della scuola. Così come rimossa fu la croce, intagliata con lo scalpello nella pietra, che per qualche anno fu l’unico ricordo “istituzionale” della tragedia del ’49. Dopo tanti anni di silenzio, da ieri la tristissima storia dei piccoli angeli della “bomba in palestra” è stata ufficialmente riportata in vita, prima con la citata commemorazione e poi con una manifestazione a metà tra il ricordo e la festa tenutasi nell’anfiteatro dei vicini giardini del Cantaro. Qui è stata prima rappresentata la vicenda dei bimbi sceneggiata da Piera Farina, narrata dall’attore Daniele Monachella con la splendida voce del tenore Antonio Porcu e interpretata dalla Compagnia delle Donne e da alcuni piccoli attori. Si è proseguito in musica con il noto brano “Piztinnos in sa Gherra”, interpretato dal cantante sassarese Alessio Porcu, e con la musica catalana del poeta e cantautore Antonello Colledanchise con il violino di Anna Vilardi e le percussioni di Tiziana Meloni. Applauditissima la dimostrazione dell’attività dell’unità cinofila antimina, e alla fine sono state risate a volontà con il prestigiatore-ventriloquo Andrea Fratellini e Zio Tore.

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