Asl, parcheggi da salasso e bombola nel parco giochi

Gli stalli blu all’interno del Santissima Annunziata sono i più cari della città La nuova oasi per bambini è stata realizzata accanto al serbatoio di ossigeno

SASSARI. Non bastavano le Cliniche di San Pietro, che con i loro 40 centesimi ogni venti minuti avevano collezionato il record del parcheggio più caro della città. Ora l’Asl non vuole essere da meno, apre gli stalli blu nella nuova ala dell’ospedale civile e rilancia il prezzo: 60 centesimi ogni mezzora. Ora, seppur per un’inezia, il primato è tutto suo.

Bisognerebbe proprio capire cosa passa nella testa di chi concepisce l’appalto di un simile servizio e poi lo affida in gestione. Perché a rigor di logica non è tanto normale che lasciare la propria auto all’interno di una struttura sanitaria costi di più che parcheggiarla in via Roma (dove il prezzo è 50 centesimi ogni mezzora).

E il ragionamento è semplice: chi decide di sostare all’ospedale non lo fa per piacere, ma perché costretto. Magari deve sottoporsi a una visita medica, accompagnare un paziente, oppure trovare un parente ricoverato.

Il più delle volte non ha nemmeno la possibilità di cercare un parcheggio alternativo, visto che è probabile che non sia nelle condizioni fisiche di fare lunghe passeggiate a piedi. Perciò sarebbe naturale che un parcheggio posto all’interno di una struttura sanitaria preveda delle agevolazioni economiche per chi ne usufruisce.

Invece a Sassari avviene l’esatto contrario: si approfitta della condizione di necessità degli utenti e si consente alla Unipol di applicare un vero e proprio salasso. Beninteso: la società privata è giusto che faccia i propri interessi e proponga le tariffe che più ritiene opportune. E’ un po’ meno etico che l’Asl, cioè un ente pubblico, in fase di predisposizione di appalto gli consenta farlo non pensi di tutelare le tasche dei propri pazienti o di chi se ne prende cura.

Gli stessi sindacati si sono indignati di fronte a questo singolare obolo sanitario: «E’ inammissibile che costi di più parcheggiare per curarsi, piuttosto che per andare a fare shopping – si lamenta Dario Cuccuru della Uil – le tariffe applicate negli stalli blu dell’Asl sono molto penalizzanti anche per il personale che lavora nella struttura: è previsto uno sconto, ma non sufficiente da coprire i costi altissimi che un dipendente deve sostenere ogni mese».

Parco giochi e bombolone. I proventi dei parcheggi però sono stati subito investiti. Cinquantamila euro sono stati utilizzati per la realizzazione del nuovo parco giochi posizionato a sinistra dell’ingresso di via De Nicola, tra la nuova ala del Santissima Annunziata e il palazzo rosso. Iniziativa lodevole prevedere un’area ludica per i bambini e trasformare per loro un luogo di sofferenza in un potenziale luogo di divertimento. Altalene, pertiche, torretta con scivolo, il girospeed, il piccolo delfino e un praticello verde ben curato rendono questa piccola oasi irresistibile per i bimbi.

Peccato però per la localizzazione del parco giochi. Infatti mimetizzato dietro un grosso albero, a otto metri di distanza dalle altalene, si erge il bombolone di ossigeno della Sapio. Un cartello avverte: «sostanza comburente».

Significa che in caso di incendio faciliterebbe e propagherebbe in un’istante la combustione.

In pratica il parco giochi con le sue panchine in legno, l’ossigeno liquido e compresso e un’eventuale sigaretta accesa in caso di perdta, si trasformerebbero in una miscela esplosiva. Nel raggio di una trentina di metri bimbi e genitori sarebbero in formato flambè.

I vigili del fuoco sostengono che un bombolone di ossigeno non rappresenta una fonte di pericolo, perché le possibilità concomitanti di innesco di incendio sono remotissime. Però un file Pdf della ditta fornitrice Sapio sulle norme di sicurezza relative all’installazione dei bomboloni di ossigeno, raccomanda una distanza di sicurezza dal serbatoio, per quanto riguarda locali pubblici o altri edifici, di almeno 15 metri.

E’ vero: nel documento non sono citati i parchi giochi, ma forse perché nessuno avrebbe immaginato una ipotesi così strampalata.

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