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Sassari

Ponte romano, già iniziati i lavori di pulizia generale

di Gavino Masia
Ponte romano, già iniziati i lavori di pulizia generale

Intorno al monumento costruito circa duemila anni fa si sta eliminando il canneto Ma mancano ancora i fondi per riportare alla luce la pavimentazione originaria

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PORTO TORRES. Sono cominciati ieri mattina i lavori per il ripristino del decoro nell’area che circonda il Ponte Romano, ovvero la più grande opera pubblica ancora in uso costruita nel primo ventennio del I secolo dopo Cristo. Attorno al monumento che sovrasta il rio Mannu si sta infatti eliminando il canneto che si è riformato a pochi mesi di distanza dall’ultimo intervento, e che soprattutto nei periodi di grande pioggia può causare parecchi problemi al regolare deflusso delle acque. Nella parte superiore del ponte, invece, i lavoratori della società in house Multiservizi stanno procedendo con il taglio dell’erba e la pulizia generale. «Avevamo preso l’impegno di intervenire periodicamente nel monumento - ricorda l’assessore al Decoro urbano Davide Tellini - per evitare che a causa della presenza delle piante diventasse invisibile agli occhi dei visitatori interessati al nostro patrimonio culturale: compatibilmente con le risorse disponibili e le condizioni meteo abbiamo nuovamente programmato l’opera di pulizia dell’area attorno al Ponte, che sorge in una zona umida in cui si sviluppa velocemente la vegetazione, e nei prossimi giorni interverremo anche nelle aree archeologiche di competenza comunale senza lasciare in secondo piano le opere di ripristino del decoro negli altri quartieri cittadini».

Sulla struttura millenaria sono invece bloccati da circa sei anni, per mancanza di fondi, i lavori per riportare alla luce tutta la pavimentazione originaria di un’opera di grande valore storico e architettonico, costruita per superare le acque del rio Mannu e da sempre simbolo strettamente legato al piano urbanistico della città di Turris Libisonis pur trovandosi al di fuori della cinta urbana. Nel passato rappresentava il punto di riferimento per coloro che uscivano dalla città per andare verso le fertili pianure della Nurra e le zone minerarie dell’Argentiera e di Canaglia.

Oggi si presenta incompleto nel camminamento originario (solo la parte iniziale è stata riportata alla luce) e con una condotta forzata di acqua del diametro di 300 millimetri che potrebbe creare grossi danni al Ponte e che Abbanoa non ha mai provveduto a rimuovere nonostante i diversi solleciti della Soprintendenza archeologica. «Sarebbe auspicabile una maggiore sinergia tra Ministero competente e Regione affinchè possano riprendere le attività di scavo dell’intera area archeologica - aggiunge Tellini -, considerando che nel corso degli ultimi anni sono state rilevate presenze con numeri davvero importanti. Poter rendere maggiormente accessibili tali aree sicuramente potrà avere delle ricadute sull’economia del nostro territorio».

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